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“Oriundi” d’Oriente - Flora e fauna alloctona nelle estreme regioni orientali d’Italia
La maturazione delle ghiande avviene in autunno, quando il geco di
Kotschy si appresta intorpidito ad andare in letargo, in un periodo,
cioè, in cui l’animale è meno rapido nei suoi movimenti e propenso ad
appartarsi in qualche luogo idoneo in vista dell’inverno: non è escluso,
a tale proposito, che i piccoli gechi possano aver scelto di appartarsi
proprio nei sacchi usati per il trasporto delle ghiande. Dalle coste gre-
che a quelle appulo-lucane la distanza è breve, tale da essere coperta in
poco tempo anche dalle antiche navi a vela, e da consentire quindi sia
l’importazione delle ghiande prima che queste perdano la loro facoltà
germinativa, sia la sopravvivenza del geco.
Se il discorso che precede si presta a spiegare molto bene l’importa-
zione del geco ad opera dei Greci al seguito delle due specie quercine,
qualche perplessità è ingenerata senza dubbio dalla concordanza attuale
degli areali, che ancora oggi, a distanza di 2.500 anni dalla supposta im-
portazione, coincidono quasi perfettamente. Ed a tale proposito, se per
quanto riguarda la mancata diffusione delle Querce ci si potrebbe ap-
pellare a scelte colturali umane che non le avrebbero diffuse in altri ter-
ritori, il quasi puntiforme areale di distribuzione italiano sembra ben
più difficile da spiegare a proposito del geco di Kotschy.
È vero che il Cyrtodactylus è una specie molto valida sotto il punto
di vista della predazione e che pertanto per procacciarsi il cibo necessa-
rio alla sua sopravvivenza non necessita di avere territori molto estesi, e
di conseguenza di colonizzare nuovi ambienti, ma è pur vero che in due
millenni e mezzo le occasioni per allargare la sua distribuzione italiana
non gli devono essere mancate di certo.
Il quesito appare di difficile soluzione, a meno che non si voglia ipo-
tizzare una estrema specializzazione del geco di Kotschy nella preda-
zione di insetti tipici dei valloneti e dei fragneti, il che appare forse
l’unica supposizione in grado di spiegare l’attuale rigorosa coabitazione
di vallonea, fragno e geco di Kotschy. Una tale evenienza potrebbe fra
l’altro fare altra luce anche sui motivi della presenza del geco negli stes-
si territori del fragno e della vallonea, in quanto si potrebbe supporre
perfino una sua importazione volontaria, da parte dei Greci, come spe-
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cie predatrice di insetti patogeni per i due alberi o per il loro legname.
A titolo di curiosità riporto che il sistematico che classificò la vallo-
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