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“Oriundi” d’Oriente - Flora e fauna alloctona nelle estreme regioni orientali d’Italia
nea, ossia Theodor Kotschy, fu Figura 4 - Areale italiano del
lo stesso che classificò anche il Cyrtodactylus kotschyi (da: “Direzione
geco di Kotschy, il cui stesso Generale per la Protezione della Natura
- Fauna italiana” - rif. citato): come si
nome assegna un’imperitura vede, oltre all’areale principale, che
memoria al suo scopritore. Fra comprende la Puglia centrale e una
piccola area della Basilicata, sono
le altre cose, questi ebbe il me- presenti anche dei piccoli nuclei isolati,
rito di determinare l’entità si- che coincidono con la distribuzione
stematica di molteplici specie della vallonea (dintorni di Tricase) e
vegetali viventi nell’Europa quella meridionale del fragno
orientale; in particolare, stu- (dintorni di Nardò)
diando le querce del gruppo
“Cerris” egli fissò il più artico-
lato e complesso criterio di
classificazione della Vallonea,
che venne prontamente adot-
tato a livello internazionale.
Chissà, forse il fatto che il
Kotschy abbia classificato, as-
sieme ad alcuni alberi, anche un
essere vivente così diverso, co-
me appunto un geco, potrebbe
indicare che, nei pressi di quelle
Querce della sezione “Cerris”
che egli studiava, egli abbia rin-
venuto ripetutamente anche un
piccolo geco, lo stesso la cui di-
stribuzione ricalca ancor oggi così da vicino quella di alcune querce della
Sezione “Cerris”…
Le introduzioni a scopo alimentare
Non sempre però, le importazioni di Rettili sono state fortuite, invo-
lontarie o inavvertite: è sicuramente da considerare il caso di altre im- 8
portazioni avvenute per motivi alimentari. Le civiltà marinare del passa- n. -
to si sono trovate infatti davanti al problema di rifornirsi di carne fresca III
nel corso dei lunghi viaggi in mare. E, se non era pensabile allevare a
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