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“Oriundi” d’Oriente - Flora e fauna alloctona nelle estreme regioni orientali d’Italia


               La diffusione delle due querce avrebbe pertanto interessato anche
            l’animaletto a sangue freddo che viveva nello stesso territorio; per
            quanto riguarda le circostanze in cui ciò potrebbe essere avvenuto, è
            possibile fare alcune supposizioni.
               Circa la modalità di diffusione antropica delle due specie quercine,
            essendosi trattato dell’esportazione di esseri viventi e non di legname
            da opera già allestito in assortimenti, è fuori luogo ritenere che essa sia
            avvenuta a carico di alberi adulti (il che avrebbe autorizzato a propen-
            dere per un’importazione avvenuta, al pari del camaleonte, al seguito
            dei tronchi importati). Ben più logico ritenere, quindi, che l’introduzio-
            ne del geco sia avvenuta insieme alle ghiande, di ben minori dimensioni
            e di più facile trasportabilità rispetto all’intero albero od ai grandi assor-
            timenti da esso ricavati. D’altra parte, l’assenza di cuscinetti adesivi alle
            dita rende molto difficoltoso per questo animale arrampicarsi sugli al-
            beri. Considerata la piccola taglia del Cyrtodactylus, appare invece ben
            plausibile l’ipotesi che esso possa essere finito all’interno dei sacchi uti-
            lizzati per il trasporto delle ghiande, e che con queste sia stato pertanto
            importato lungo le coste pugliesi e lucane.


























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            Filare di fragno in una campagna in prossimità di Galatina, in provincia di Lecce; singolarmente, al pari  n.
            dell’analogia riportata in questo paragrafo fra la distribuzione dell’albero e quella del Cyrtodactylus, un altro  -
            popolamento di fragno del Leccese si trova in prossimità del luogo in cui è stato rinvenuto, oltre che il geco di  III
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            Kotschy, anche il Camaleonte

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