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“Oriundi” d’Oriente - Flora e fauna alloctona nelle estreme regioni orientali d’Italia


                (Segue dalla pagina precedente)

                traccia anche nel nome scientifico o comune di alcuni dei gechi presenti nel territorio ita-
                liano: Tarentula mauritanica è il nome scientifico del geco comune, mentre Tarantolino è
                il nome comune di un altro geco (il Phyllodactylus europaeus). Eppure, una tale nomen-
                clatura non si giustificherebbe che per il Cyrtodactylus, in quanto la Tarentula mauritani-
                ca non è esclusiva delle zone antistanti al Tarantino, essendo essa distribuita in tutta
                Italia, mentre l’areale del tarantolino non interessa assolutamente la Puglia.
                   D’altra parte, ritornando a considerare la tradizione popolare che sarebbe alla base
                dell’attuale denominazione, le caratteristiche che rendono il Cyrtodactylus dissimile dagli
                altri gechi e lo avvicinano in qualche modo alla tarantola sono peculiarmente sue, non
                esistendo in tutto il territorio nazionale alcun altro Gekkonide che le condivida sia pure in
                parte con esso.
                   L’originaria attribuzione dello stesso nome del ragno a tutti i gechi risalirebbe pertan-
                to ad un periodo in cui le differenze fra i vari gechi non erano ben note (come prova fra
                l’altro, anche a livello ufficiale, la relativamente tardiva inclusione del geco di Kotschy  16
                fra le specie animali che vivono nel nostro territorio nazionale).
                   È quindi molto probabile che alla base dell’abbinamento fra l’Aracnide ed il
                Gekkonide ci sia proprio il carattere, singolare rispetto ai rispettivi congenerici, possedu-
                to sia dalla tarantola che dal Cyrtodactylus, carattere che risultava pertanto come una
                evidente anomalia rispetto alle caratteristiche comuni agli altri animali ad essi rispettiva-
                mente affini, e come tale non poteva non essere notato (e, probabilmente, associato).
                   A ciò si aggiunga il fatto che il colore di fondo dei due animali è molto simile e che la
                velocità dei loro movimenti, negli stessi ambienti sassosi che ne costituivano l’habitat
                preferenziale, ne dovesse rendere difficile l’identificazione precisa.... tanto più che avvi-
                cinarsi ad essi doveva essere ritenuto decisamente sconsigliabile!
                   Entrambi i suddetti esseri viventi erano infatti ritenuti velenosi (il che è solo parzial-
                mente vero per la tarantola, il cui “morso” produce peraltro un dolore locale non eccessi-
                vamente forte ed un gonfiore limitato, ma non è assolutamente vero per il geco di
                Kotschy come per qualsiasi altro geco), e nella tradizione popolare lo sono tuttora.
                   Ma l’elencazione delle caratteristiche che avrebbero potuto portare a questa così
                grossolana – almeno ai nostri occhi – confusione ne potrebbe comprendere molteplici,
                come elencato di seguito:
                -  sono entrambi attivi nelle ore più calde della giornata e nelle giornate calde.
                -  si tratta di animali “mordaci” (la tarantola lo è con il suo “pizzicare” ed il geco di
                   Kotschy lo è, al pari di tutti i sauri, se messo alle strette);
                -  sono entrambi molto rapidi nei movimenti (entrambi catturano le loro prede al termine
                   di una breve corsa, che per essere efficace deve essere veloce);
                -  la loro colorazione è simile;
                -  l’habitat è identico: pietraie sassose, muretti a secco, campagne rocciose, ecc.;
                -  hanno lo stesso modo di nascondersi: sotto le pietre o in un buco;
                -  sono entrambi animali a sangue freddo;
                -  inseguono entrambi le loro prede per catturarle, rappresentando con questo un’ano-
                   malia per gli animali ad essi affini (ragni e gechi);
                -  sono provvisti entrambi di grandi occhi.
                   Forse è dall’osservazione e dall’abbinamento di tali loro peculiarità rispetto agli altri
                esseri viventi affini che è derivato lo strano abbinamento fra questi due animali così di-
                stanti dal punto di vista sistematico, uno dei quali (la tarantola) sicuramente autoctono,
          Anno
                l’altro (il geco di Kotschy) con ogni probabilità importato, e l’attribuzione ad entrambi del-
                le caratteristiche di velenosità che, vere o false che fossero, erano comunemente attri-
          III
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                buite al ragno.
          n.
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