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L’incendio boschivo un problema complesso con tanti quesiti da risolvere
aridità e di secchezza della vegetazione erbacea, combustibile iniziale
dell’incendio boschivo vero e proprio. Quante volte leggiamo sulla
stampa locale titoli del tipo: «Anziano agricoltore muore tra le fiamme
mentre cercava di spegnere il fuoco nel suo campo» come anche pastori
arrestati in flagranza mentre accendevano l’erba secca del pascolo; come
anche si parla di operai addetti ai cantieri di forestazione, che per il rin-
novo del loro posto di lavoro instabile, avrebbero appiccato incendi.
Tali fatti non sono altro che diverse sfaccettature di una stessa realtà
rurale.
Certo non si vogliono trascurare altre cause di possibile dolo, varia-
bili da zona a zona, né l’incuria o la maleducazione legate al lancio di
mozziconi di sigarette ancora accesi.
Basta osservare quanto accade lungo le strade ed autostrade dove
addirittura bruciano le aiuole spartitraffico!
Per quanto riguarda l’incendio da sigarette, da taluni escluso, in
quanto ritenuto impossibile, si vuole rammentare un’indagine condotta
in Francia da Molinier, secondo cui il rischio di insorgenza di incendio
per mezzo di una sigaretta è di una a mille; e sappiamo che sono tantis-
simi i mozziconi di sigarette che si possono ritrovare lungo i bordi delle
principali vie di comunicazione, dove la buona manutenzione è forte-
mente trascurata ed elusa.
Cosa fare?
A nostro avviso è nel mondo agro-silvo-pastorale che va indirizzata
particolare cura ed attenzione di analisi del fenomeno e di indagine.
Non si vuole colpevolizzare a priori nessuna categoria, ma è pur sem-
pre indispensabile capire i comportamenti umani e dove e perché que-
sti si manifestano.
Non bastano i divieti già esistenti in abbondanza, né le sanzioni e le
pene correlate.
Occorre una forte costante azione di prevenzione, di controllo del
territorio ed ancor più di formazione ed educazione, coinvolgendo in
primis le organizzazioni agricole, gli operatori nelle aree rurali e gli ad-
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detti alla manutenzione stradale e ferroviaria.
All’agricoltore va riconosciuto il ruolo di primo guardiano della
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