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“Oriundi” d’Oriente - Flora e fauna alloctona nelle estreme regioni orientali d’Italia
cie una rilevanza notevole nei miti ellenici). A quell’epoca risalgono,
infatti, le importazioni di alcuni organismi che oggi vivono in Italia e
che, pur non occupando attualmente una posizione di una qualsiasi ri-
levanza dal punto di vista produttivo (a causa anche della loro estrema
localizzazione ed in alcuni casi della loro rarità, a livello sia nazionale
che complessivo), contribuiscono all’arricchimento della biodiversità
presente sul nostro territorio geografico ed alla caratterizzazione di al-
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cuni territori ben definiti.
Come prima cosa, va rilevato il fatto che i Greci siano giunti nelle
estreme regioni orientali d’Italia via mare: si trattava infatti di un popo-
lo di navigatori, che come tale aveva la necessità di disporre di legname
idoneo per la costruzione di navi. È infatti ai Greci che viene unanime-
mente attribuita l’importazione del fragno (Quercus trojana, Q.
macedonica), che vede nei popolamenti della Puglia e della Basilicata
l’estremo limite occidentale del suo areale.
Allo stesso modo, anche la presenza della vallonea (Quercus macrole-
pis, recentemente ribattezzata Q. ithaburensis subsp. macrolepis e pertanto
come tale non più riconosciuta come specie “buona”, ma come sempli-
ce sottospecie europea della Q. ithaburensis “tipica”, dall’areale a gravita-
zione nordafricano) sarebbe attribuibile, a parere dello scrivente, agli
antichi Greci.
Come pure potrebbe essere ascritta ad una involontaria importa-
zione operata dai Greci la presenza di alcuni rettili la cui distribuzio-
ne italiana appare estremamente localizzata, come il camaleonte ed
il geco di Kotschy, i quali sarebbero stati importati al seguito del le-
gname o delle ghiande impiegati, rispettivamente, per approvvigio-
nare l’industria navale dell’epoca e per costituire popolamenti in ter-
ra italica.
Le più significative importazioni qui ipotizzate sono riassunte
nello schema seguente, in cui è fatto riferimento a due specie arbo-
ree ed a due specie di rettili, ma non è escluso che le introduzioni
riconducibili al periodo dei Greci possano essere in numero ben 8
maggiore. n. -
Ma è meglio andare per gradi, a cominciare dagli elementi che sem- III
brerebbero suffragare un processo come quello qui ipotizzato.
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