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“Oriundi” d’Oriente - Flora e fauna alloctona nelle estreme regioni orientali d’Italia
tata come un segno divino, lo indusse a ritenere che nel luogo dell’ap-
prodo, a poca distanza dal corso d’acqua che ancor oggi porta il nome
di Tara, egli doveva fondare una città. Così fece, fondando la città cui
diede il nome di Saturo, in onore della moglie Satureia o della madre
Satyria. Fu nel secondo millennio che la città assunse l’attuale nome di
Taranto in ricordo del mitico fondatore, ma ancor oggi un porto ubica-
to nei pressi di Taranto conserva il nome di “Saturo”.
Taras divenne anch’egli un dio, rappresentato come un uomo che
cavalca un delfino ad indicare, in ultima analisi, la stretta connessione
con il mare che da sempre ha caratterizzato la città di Taranto (e, non è
sbagliato aggiungere, l’intera Puglia centro-meridionale). E dal mare
vennero infatti le popolazioni greche destinate a lasciare un’impronta
così duratura e peculiare sul paesaggio, proprio quelle stesse popolazio-
ni la cui mitologia parlava del dio Poseidone e del suo figlio Taras.
A rimarcare ulteriormente il legame con Taras, stretto al punto che
dal suo nome deriva quello attuale della città, esiste una serie di termini
che derivano evidentemente da quello del dio marino. Uno per tutti: la
tarantella, il famoso ballo popolare pugliese noto in tutto il mondo con
nomi di derivazione diretta da quello originario pugliese e correlato nel-
la terminologia al “morso” della “taranta” (ragno della tradizione po-
polare erroneamente identificato con la quasi omonima tarantola o
Lycosa tarentula, ragno il cui nome sia comune che scientifico deriva,
stante la sua passata abbondanza nella zona, da quello di Taranto e
quindi, indirettamente, da quello di Taras).
Ma i legami si spingono ancora oltre, al punto che persino sulla fac-
ciata di una chiesa pugliese esiste una statua che rappresenta un “uomo
marino”, chiaro esempio di persistenza di figure mitologiche legate ad
una cultura precristiana. L’“uomo marino” con ogni probabilità è pro-
prio Taras, qui raffigurato non secondo la sua rappresentazione usuale –
questa riportata, peraltro, in svariate monete dell’epoca classica, che lo
mostrano a cavallo di un delfino –, ma addirittura, a rimarcarne ancora
più strettamente il legame con il mondo marino, con due delfini al posto 8
delle gambe. Ai suoi lati due angeli cavalcano altri cetacei, probabilmen- n. -
te delle minuscole balene. Le connessioni con il mare, retaggio di una III
storia plurimillenaria, sono quanto mai evidenti anche al giorno d’oggi!
Anno
SILVÆ 185

