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“Oriundi” d’Oriente - Flora e fauna alloctona nelle estreme regioni orientali d’Italia


               contadino e, non ultimo, selvicoltore: tutte le attività umane hanno in-
               ciso in maniera più o meno rilevante sul territorio e sugli esseri viventi
               che lo abitavano. Non bisogna pensare, a tale proposito, che le modifi-
               che dell’ambiente naturale siano una caratteristica degli ultimi periodi
               della storia umana, in quanto, andando a ritroso nel tempo, è possibile
               rilevare quanto le attività antropiche abbiano modificato in ogni perio-
               do gli habitat e le specie che in essi vivevano. Così, accanto a molteplici
               casi di esseri viventi che sono stati decimati fino a scomparire comple-
               tamente, o i cui areali sono stati alterati, frammentati o drasticamente
               ridotti, ve ne sono altri che sono stati in misura maggiore o minore fa-
               voriti dall’opera dell’uomo, o comunque diffusi anche in zone del pia-
               neta in cui essi originariamente non vivevano ed in cui hanno dato ori-
               gine a delle popolazioni più o meno stabili.
                  Molto spesso, quando le introduzioni di nuove specie – o comunque
               le modifiche apportate al loro areale originario – sono avvenute in tem-
               pi remoti, si tende a considerarne l’attuale diffusione come un dato di
               fatto, senza tener conto dei processi di ordine antropico che hanno
               portato alla loro diffusione nelle nuove zone. Molto più spesso di quan-
               to si creda, invece, le distribuzioni attuali degli organismi sono un risul-
               tato diretto o indiretto dell’opera dell’uomo.
                  Ciò può assumere un particolare rilievo a livello anche storico ed an-
               tropologico, oltre che naturalistico, nei casi in cui le introduzioni siano
               avvenute ad opera di grandi popoli del passato. Fra questi sono da cita-
               re ad es. gli antichi Greci, ai quali dobbiamo, a parere di chi scrive, l’im-
               portazione di alcuni esseri viventi oggi presenti in Italia e tuttora loca-
               lizzati nelle immediate adiacenze dei territori che furono sede delle an-
               tiche colonie di quella civiltà.
                  Le nostre regioni meridionali orientali costituirono infatti parte
               integrante della Magna Grecia, ed è ragionevole ritenere che in tali
               regioni i Greci avessero importato i loro usi, i loro costumi, le loro
               tradizioni e… gli esseri viventi che in un modo o nell’altro rivestiva-
               no un ruolo significativo nella loro civiltà, sia da un punto di vista
               strettamente produttivo – per quanto riguarda ad es. le specie arbo-
               ree produttrici di legname – che da altri punti di vista (non escluso
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               quello legato alle tradizioni ed alla mitologia, rivestendo alcune spe-
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