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L’incendio boschivo un problema complesso con tanti quesiti da risolvere
Il forestale è quindi la figura professionale in grado di interpretare
nel modo migliore queste situazioni, assumendone autorevolmente an-
che la responsabilità delle operazioni di spegnimento, avendo acquisito
in anni ed anni, vasta formazione e consolidata esperienza.
Sarebbe altresì importante quanto innovativo che il Corpo forestale
potesse avvalersi di “guardie ausiliarie” ovvero di personale volontario
sempre giovane, specializzato ed attrezzato, da impiegare a tempo de-
terminato nella lotta agli incendi boschivi, come già fanno i Vigili del
Fuoco con i loro ausiliari.
La stessa successiva attività d’indagine e di repertazione, trova poi
adeguato e sicuro sostegno in questo maturato bagaglio di conoscenze
specifiche e di lavoro costante sul territorio, fattori indispensabili per la
complessa ricerca dei colpevoli.
Senza questo retroterra culturale è difficile ottenere risultati.
Sugli incendi boschivi, sulle loro cause e sui metodi di lotta, quanta
letteratura scientifica e quanta pianificazione anche regionale portano
tuttora la firma di appartenenti al Corpo forestale!
Come anche le prime cartografie di rischio e di prevedibilità, unita-
mente ai più innovati sistemi di monitoraggio e di avvistamento degli
incendi, testimoniano l’impegno profuso dal C.F.S. per la difesa delle
nostre foreste ed in particolare di quelle demaniali, raramente danneg-
giate dal fuoco.
L’attuale normativa sugli incendi boschivi non facilita una visione uni-
taria e di responsabilità del problema frammentando uomini e compe-
tenze, favorendo in alcuni casi addirittura inutili e costose duplicazioni.
È necessaria dunque una rivisitazione della legge vigente, ridise-
gnando con coraggio istituzionale compiti e funzioni, valorizzando con
fiducia la specificità del Corpo forestale, incrementandone l’organico e
le sue dotazioni operative.
Ciascuno faccia la sua parte.
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III
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