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L’incendio boschivo un problema complesso con tanti quesiti da risolvere


               Il dolo è statisticamente predominante ma non ci si può basare uni-
            camente, ciecamente sulla statistica, dove la causa degli incendi è de-
            terminanta frettolosamente su ipotesi soggettive, e non certo da risul-
            tanze giudiziarie.
               Personalmente ho manifestato, già molti anni addietro, molte per-
            plessità sull’entità di tale causa. Senza volerla assolutamente minimizza-
            re, resto però convinto come gli incendi boschivi siano in gran parte
            l’effetto, spesso non voluto né progettato, di un anomalo quanto errato
            uso del fuoco riconducibile al mondo agro-silvo-pastorale.
               Si ricorre al fuoco a tutte le latitudini, come usuale pratica agronomi-
            ca. Conseguentemente i boschi limitrofi a seminativi e pascoli corrono
            forte pericolo di bruciare, oggi ancor più di ieri, perché nel frattempo è
            mutata la presenza umana in campagna.
               Infatti tra le cause predisponenti il fenomeno vi è il venir meno del
            presidio umano, nelle campagne, come dimostra la correlazione tra in-
            cendi ed occupati in agricoltura.
               Inoltre molte pratiche selvicolturali, quali: diradamenti, ripuliture,
            raccolta del frascame, lo stesso pascolo, sono mezzi efficaci per con-
            trollare il sottobosco ed allontanare il pericolo del fuoco.
               Tali operazioni non vengono più effettuate in ragione del loro alto
            costo e della inconsistente remunerazione economica.
               Anche questi cambiamenti sociali ed economici hanno varcato i
            confini nazionali determinando un’eguale fragilità del bosco rispetto al
            pericolo incendio.
               Il progressivo esodo rurale, unitamente all’invecchiamento della po-
            polazione agricola ha interessato soprattutto le zone collinari, dove è
            più marcata la presenza del bosco. Così quando il fuoco prende il so-
            pravvento, scarso o nullo è l’intervento spontaneamente prestato. Si at-
            tende passivamente il soccorso esterno, dell’autorità e non basta poi
            quello a terra; si vuole il mezzo aereo, perché le temperature sono ele-
            vate, la fatica è tanta, gli uomini scarsi e non più abituati ad affrontare il
            fuoco da vicino.                                                            8
               Sono poi quasi sempre le stesse aree boscate che bruciano, come an-      n.  -
            che nostri precisi studi a riguardo dimostrano, in ragione della propen-    III
            sione al fuoco dei diversi soprassuoli ed al verificarsi delle condizioni di
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