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Dall’età dell’oro nero all’età del sole


               struzioni o nuova installazione di impianti termici o di ristrutturazione
               degli impianti termici esistenti, l’impianto di produzione di energia ter-
               mica deve essere progettato e realizzato in modo da coprire almeno il
               50% del fabbisogno annuo di energia primaria richiesta per la produ-
               zione di acqua calda sanitaria con l’utilizzo delle fonti di energia rinno-
               vabili. Per gli edifici situati nei centri storici, questo limite è del  20%.
                  Per quanto riguarda l’energia elettrica, non vengono precisate le
               quantità minime che devono essere prodotte da energie rinnovabili, ma
               viene individuata la tecnologia fotovoltaica quale unica deputata alla
               produzione di energia.
                  Questa prescrizione vale per edifici, pubblici e privati, nuovi ed esi-
               stenti (con superficie utile superiore a 1.000 mq) nel caso di ristruttura-
               zione integrale degli elementi edilizi costituenti l’involucro e nel caso di
               demolizione e ricostruzione in manutenzione straordinaria.
                  La certificazione energetica potrebbe essere uno strumento fonda-
               mentale per lo sviluppo sostenibile del territorio, aprendo nuovi oriz-
               zonti al mercato dell’energia. La speranza è che essa  non diventi un ul-
               teriore adempimento da assolvere da parte del costruttore e del proget-
               tista, la certificazione energetica degli edifici deve invece divenire un
               mezzo a disposizione dei cittadini che potrebbero scegliere la propria
               abitazione in base ai consumi di energia, e non soltanto facendo riferi-
               mento ai parametri puramente estetici.
                  In questo processo, ricordiamolo, un ruolo di fondamentale impor-
               tanza viene giocato dalle istituzioni che ci si augura abbiano la forza di
               far nascere e coltivare una cultura sensibile alle problematiche ambien-
               tali, di far comprendere che oggi si può contribuire alla salvaguardia del
               nostro pianeta anche acquistando e gestendo correttamente la propria
               abitazione, un vero investimento per il futuro dei propri figli perché
               non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future.








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