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Gli effetti dei grandi terremoti sul pianeta Terra
mento di un grande terremoto, ce ne sono altri, spesso meno noti, che
FOCUS non interessano l’area geografica in cui sono avvenuti (effetti locali) ma
coinvolgono l’intero pianeta (effetti globali).
Cosa si indica esattamente quando si parla di “grande terremoto”? Se
questa domanda fosse stata posta fino a qualche anno fa ad un cittadino
italiano magari sopra i trent’anni molto probabilmente avrebbe risposto
ricordando il terremoto di Colfiorito del 1997 e ancora di più il terremo-
to dell’Irpinia del 1980 che causò migliaia di vittime fra la popolazione e
distrusse quasi completamente parecchi piccoli agglomerati urbani.
Sicuramente, se la domanda fosse posta ora, la risposta indicherebbe
nella stragrande maggioranza dei casi il terremoto di Sumatra del di-
cembre 2004 che rimane nella memoria collettiva come una delle più
grandi tragedie di tutti i tempi. In realtà, nei primi due casi, non si può
veramente parlare di grande terremoto: le scosse sismiche di Colfiorito
e dell’Irpinia, per quanto distruttive a livello locale, non hanno provo-
cato nessun effetto globale. Diverso è invece il caso dell’evento di
Sumatra che è, a pieno titolo, definibile un grande (anzi grandissimo)
terremoto e che ha certamente avuto effetti su scala globale.
Per avere un’idea della differenza fra questi eventi, si pensi che le
energie in gioco a Sumatra sono state circa diecimila volte superiori ri-
spetto all’Irpinia e più di centomila volte superiori rispetto a Colfiorito.
È opportuno chiarire immediatamente che l’evento di Sumatra non è
perfettamente rappresentativo della famiglia “grandi terremoti” in ognu-
no degli aspetti che l’hanno caratterizzato. Considerando infatti l’enorme
impatto che il maremoto generato da questo terremoto ha avuto in ter-
mini di vite umane, si potrebbe pensare che c’è sempre una proporziona-
lità diretta fra energia rilasciata da una scossa sismica e danni provocati.
Questo invece non è vero in generale anzi, a parte il caso di Sumatra, i
terremoti più grandi in assoluto raramente sono anche i più distruttivi.
Questa apparente incongruenza si spiega con due motivi. Il primo è
sostanzialmente accidentale ed è legato al fatto che le zone dove avven-
gono di norma i terremoti giganti sono spesso caratterizzate da una
bassa densità abitativa. Il secondo è legato alla fisica che regola questo
tipo di fenomeni che implica che le onde sismiche rilasciate siano gene-
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ralmente di frequenza più bassa rispetto a terremoti relativamente più
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