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Il culto delle Madonne arboree nelle Diocesi di Rieti e Sabina


               re della parete a cornu Epistulae presenta, ancora ben conservate, le sce-
               ne della creazione dell’universo, di Adamo ed Eva, del peccato origina-
               le, del rimprovero divino, della cacciata dal paradiso terrestre, della con-
               danna alla sofferenza ed alla fatica, dell’offerta di Caino e di Abele. Nel
               registro inferiore, più lacunoso, sono ancora leggibili le immagini del
               fratricidio commesso da Caino, del sacrificio di Abramo, delle vicende
               di Isacco, di Esaù e di Giacobbe.
                  Il registro superiore della parete  a cornu Evangelii  raffigura
               l’Annunciazione, la Visitazione, la Natività, l’Adorazione dei Magi, la
               fuga in Egitto, le vicende dell’infanzia di Gesù, la presentazione al tem-
               pio di Gerusalemme, mentre il registro inferiore narra la passione, la
               morte e la resurrezione, attraverso gli episodi salienti della trasfigura-
               zione, dell’ultima cena, della cattura nell’orto del Getsemani, della cro-
               cifissione, dell’apparizione alle pie donne.
                  Al centro del vasto affresco della controfacciata è il Cristo giudice,
               con gli strumenti della passione, assiso in trono entro una mandorla
               sorretta da un volo angelico. In alto è l’Agnello sacrificale, circonfuso
               da una policroma aura luminescente. Ai lati della mandorla, sono la
               Vergine Maria e gli Apostoli, caratterizzati dai loro emblemi parlanti. In
               basso, purtroppo assai guasti, lacerti dell’affresco lasciano individuare
               le schiere dei peccatori in attesa della sentenza e dei Santi accompagnati
               da San Michele arcangelo al cospetto del Cristo.
                  Stilisticamente, il ciclo della più antica Cattedrale della diocesi di
               Sabina si rifà al modello cavalliniano della basilica romana di Santa
               Cecilia in Trastevere: l’anonimo frescante, che con gli aiuti della sua
               bottega lavora per conto del cardinale Bianco, mostra di aderire en-
               tusiasticamente ad un progetto che ripropone secondo gli stilemi
               compositivi ed espressivi più conformi alla tradizione iconografica
               del tardo Duecento.


                  2. I Santuari mariani presso Magliano - Nei pressi di Magliano, già sede
               vescovile fra il 1495 ed il 1841, sono i santuari mariani di Santa Maria
               delle Grazie, di Santa Maria del Giglio e di Santa Maria di Uliano, risa-
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               lenti al XIII secolo e meta frequente di pellegrinaggio. Anche qui le tra-
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               dizioni locali registrano gli eventi legati alla fondazione dei tre siti, con-
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