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Il culto delle Madonne arboree nelle Diocesi di Rieti e Sabina


               del pagus, che ha così prodotto forme ed espressioni originali ed intense
               nella ritualità e nella devozione.






               Note



               1  Destinato, con Numa Pompilio, a contaminare la religione romana innestandosi nella tradi-
               zione greca.
               2  Vacumno, il dio etrusco dell’ozio, appare concettualmente legato ad un sistema di valori
               troppo distante dalla severità e dall’operosità dei prischi Sabini.
                Fu proprio il sabino Numa Pompilio a far erigere a Roma il tempio di Vesta, mentre al tem-
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               po dei Flavi sull’isolotto fluttuante sulla superficie delle Aquae Cutiliae era il tempio della dea
               Victoria.
                È quanto accade, ad esempio, per la chiesa di San Giovanni in Statua innalzata sulle fonda-
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               menta del tempio di Rea, presso l’antico foro reatino.
               5  Fra gli esempi più interessanti, ricordiamo la chiesa cattedrale dei Sabini, Santa Maria di
               Vescovio, e la chiesa di Santa Vittoria a Monteleone.

               6  Appartenente all’antica gens Anicia, papa Gregorio I regnò fra il 590 ed il 604; fu prefetto
               di Roma nel 572; successivamente entrò nel monastero benedettino di San Saba per essere
               inviato come apocrisario a Bisanzio dal 579 al 586. Tornato a Roma, assisté alla piena del
               Tevere che nel 589 distrusse i granai della città, come annota Gregorio di Tours. Alla morte
               di Pelagio II (7 febbraio 590), fu eletto pontefice ma ricusò la carica fin quando da Bisanzio
               non giunse l’approvazione dell’imperatore Maurizio. Fu consacrato in San Pietro il 3 settem-
               bre 590. Il suo pontificato fu segnato da un’intensa opera di riforma, manifesta nell’ordina-
               mento del culto (stesura dell’Antiphonarius e del Sacramentarium Gregorianum), a cui si aggiunse
               l’impegno di evangelizzazione, che si espresse soprattutto nella cristianizzazione dei
               Longobardi e degli Anglosassoni.
                Il cardinale Ubaldo Allucingoli da Lucca, già legato pontificio nonché vescovo di Ostia, fu
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               eletto pontefice a Velletri nel settembre 1181; regnò fino al novembre 1185. Il suo pontifica-
               to fu travagliato dall’insubordinazione del Comune di Roma e dai contrasti con Federico
               Barbarossa.
                Il profilo dei confini del territorio diocesano risulta così descritto: «a monte Bibuli de Tanzia
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               … in stafilem de furca de cerro inde per montem Berdicem per serram montis Rustli in formam aquis de
               marmore … inde per rivum Luscelli … per furcam melonis per serram montis Atimi in furcam campi
               Venuli. Inde per serram Tollentini per furcam malanoctis per montem Ruzzum per furcam de Camplenge
               per montem Mutillum per titulum Clavarri per furcam Albasani per furcam de pesa per persclum luporum
               in stafilem de sallo. Inde per petram de Alege per petram Rovellam per Cerasolum per Munisium in lacum
          Anno
               Naburnum. Inde flumen Neija. Inde per villam Porrese … in lacu fucini. Inde per Barbatam in lacum
               Palumbi. Inde per collem Altum per montes Basis per collem S.ti Sisti per viam S.ti Quiritiani per stamor-
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               ranum per viam de ranuta per vallem muscosam in montem Caprarium. Inde per Aquilam per furcam flaso-
          n.
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