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Il culto delle Madonne arboree nelle Diocesi di Rieti e Sabina


            traslata a Poggio Mirteto. Abrogata la giurisdizione delle Abbazie di
            Farfa e di San Salvatore Maggiore, infatti, venne costituita la nuova
            Diocesi, i cui confini furono successivamente ridefiniti da papa Pio XI 40
            con la costituzione apostolica “Suburbicariae Sabinae Dioecesis”.
               Nel 1962 papa Giovanni XXIII con il motu proprio “Suburbicariis
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            Sedibus” provvide ad assegnare il governo delle Diocesi suburbicarie
            ad un Ordinario residenziale e rendendone la titolarità ad un Cardinale
            di Santa Romana Chiesa. Con il riordinamento delle Diocesi (1986),
            l’antica diocesi suburbicaria ha assunto il definitivo titolo di Sabina-
            Poggio Mirteto.


               1. La cattedrale di Santa Maria a Vescovio - L’antica cattedrale della
            Diocesi suburbicaria di Sabina rappresenta un importante esempio del-
            l’architettura romanica, così come ebbe a svilupparsi fondendosi con le
            preesistenti espressioni paleocristiane e romane. Ciò si evidenzia non
            soltanto per gli esiti del costante riuso dei materiali degli edifici più anti-
            chi, ma anche per la singolare caratteristica della fusione di elementi sti-
            listici diversi, che genera volumetrie equilibrate e composte nell’alter-
            narsi di masse compatte e sistemi curvilinei, di ascendenza sicuramente
            romana. Altrettanto interesse desta il ricorso a materiali di risulta ac-
            canto all’utilizzo del mattone e della pietra locale, così che le mura del-
            l’aula basilicale e della torre campanaria – a tre ordini di bifore, succes-
            sivamente murate, coronate da una monofora – costituiscono un au-
            tentico palinsesto della Sabinensis Cathedra Ursaciana.
               All’episcopato del cardinale Gerardo Bianco da Parma va attribuito
            l’intervento di riassetto più significativo, promosso con pari impegno
            verso l’incremento urbanistico del borgo dotato di ben “centum focolaria”
            destinati ad ospitare i canonici della curia. I lavori intrapresi sul finire
            del XIII secolo, elogiati da papa Bonifacio VIII in un Breve del 1295,
            costituirono il presupposto per la realizzazione di un vasto ciclo di af-
            freschi dedicati ad illustrare scene dell’Antico e del Nuovo Testamento,
            culminanti nel Giudizio finale della controfacciata.                        7
               Il ciclo si snoda in sequenza su due distinti registri che scorrono pa-  n.  -
            ratatticamente lungo le pareti laterali: a destra, sono le storie veterote-  III
            stamentarie, a sinistra le vicende narrate dai Vangeli. Il registro superio-
                                                                                        Anno

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