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Il culto delle Madonne arboree nelle Diocesi di Rieti e Sabina


            no, vale a dire quasi il doppio del normale raccolto. Così accadde, fra lo
            stupore di tutti coloro che furono presenti alla vendemmia: l’evento
            straordinario fu ascritto fra i miracoli del Santo.
               L’individuazione della primitiva chiesa suburbana di San Fabiano
            presso il sito di colle Belvedere, secondo lo storico reatino Angelo
            Sacchetti Sassetti, o presso i colli dell’Annunziata, come voleva invece
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            monsignor Arduino Terzi, strenuamente sostenuto nella polemica che
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            ne derivò da fra Goffredo Ligori, è a tutt’oggi fondata su ipotesi suscet-
            tibili di diversa interpretazione: ciò che è certo, è che il complesso inti-
            tolato a Santa Maria della Foresta a circa quattro miglia da Rieti nei
            pressi di un bosco di castagni e querce fra Poggio Lama e Monte
            Gambero fu edificato fra il 1225 ed il 1232 su una preesistente costru-
            zione. Papa Gregorio IX consacrò la chiesa intitolandola a San
            Fabiano; nel corso del XV secolo, la chiesa fu ampliata sul fianco sini-
            stro dai Clareni, che costruirono la chiesa nelle forme attuali dedican-
            dola a Santa Maria della Foresta.


            Il culto mariano nella Diocesi di Sabina
               La storia della Diocesi Suburbicaria di Sabina si lega ai nomi dei suoi
            più antichi vescovi: Tiberio, presente al concilio indetto dal papa Ilario 29
            nel 465 presso la basilica romana di Santa Maria Maggiore, Felicissimo,
            firmatario come «Felicissimus sabinensis» degli atti del sinodo celebrato
            nel 487 da papa Felice III, Dulcizio, che partecipò ai sinodi romani del
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            499 e del 501 celebrati da papa Simmaco, Giuliano, vescovo di Cures
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            al tempo di papa Gregorio Magno, ed infine Bono, il cui episcopato si
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            svolse fra il 558 ed il 560.
               Questi fu l’ultimo vescovo di Cures: nel 593, infatti, papa Gregorio I
            unì la chiesa di Cures a quella di Nomentum, retta al tempo dal vescovo
            Grazioso. Ma già nel 944 una bolla promulgata da papa Marino II su
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            richiesta del vescovo di Sabina Giovanni, perché fossero definiti i con-
            fini della sua giurisdizione, dà per acquisita l’incorporazione della sede
            episcopale di Nomentum da parte di Vescovio, l’antica Forum Novum           7
            che aveva mutato nei secoli il proprio nome in Episcopium. Fin dalla se-    n.  -
            conda metà del IV secolo si conoscono nomi di vescovi di Forum              III
            Novum, dove ben presto fu aperta una scuola episcopale da cui veniva-
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