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Il culto delle Madonne arboree nelle Diocesi di Rieti e Sabina


               del cielo, Maria Vergine, visibilmente con corporeo velo gli apparve di-
               cendogli: - “Figliuola mia, voletemi dare un poco di cerase?” – E in
               questa, la sudetta putta, stupita di tanta benignità di Maria Vergine ve-
               stita di bianca e splendida veste, quasi fu per saltar dal suddetto ceraso.
               Ma, confortata che scendesse piano, col suo aiuto discese, atteso che
               fosse di tal modo indolorata in un braccio che, quando vi era salita, era
               stata aiutata da due donne. E scese in terra, la pigliò per la mano, della
               quale si doleva, e si assisero in terra in un limite, dove si conserva la pe-
               data della SS.ma Madonna, madre dell’onnipotente Iddio, e quella putta
               portando una corona, quale soleva dire ogni giorno, la gloriosa Vergine
               la pigliò e gli disse: - Dì questa a mia devozione, e dì alla gente che si
               ravveda e guardino il sabato, che già il mio Figliuolo per li tanti peccati
               vuol far finire il mondo; e se no ti sarà creso, io mostrerò altri segni». 18
                  A corroborare la profezia mariana, si manifestarono segni clamoro-
               si, umanamente inspiegabili.
                  La stessa Persiana Faina tornò, a dieci giorni di distanza dalla prima
               miracolosa visione, ad assistere all’apparizione della Madonna che, in
               questa circostanza, la esortò a promuovere l’erezione di un santuario
               «che si debba addimandare Santa Maria apparì».
                  Donna Olimpia Colonna, signora della rocca della Petrella e dei
               castelli della contea di Mareri, si dimostrò sensibile alla richiesta dei
               suoi sudditi facendo costruire a sue spese il santuario che diventò
               ben presto una delle più frequentate mete di pellegrinaggio per le
               genti del Cicolano.


                  5. Santa Maria delle Grotte - Analoghe sono le modalità che danno
               l’avvio, giusto quattro secoli or sono, alla fondazione del santuario di
               Santa Maria delle Grotte presso Antrodoco. L’Arciprete Francesco M.
               Mannetti, Vicario generale della Diocesi di Rieti in Regno dal 1776 fino
               ai primi anni Novanta del XVIII secolo, raccoglie in un manoscritto
               vergato nel settembre 1793 le memorie relative alla leggenda di fonda-
               zione del Santuario antrodocano della Madonna delle Grazie.
                  Il suo «Ragguaglio d’alcune notizie e documenti spettanti ad
          Anno
               Antrodoco, alla sua Collegiata, e Chiesa della SS. Vergine detta delle
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               Grotte» racconta così l’episodio a cui fece seguito l’erezione della
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          n.
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