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Il culto delle Madonne arboree nelle Diocesi di Rieti e Sabina


                  Nell’arte del Rinascimento giunge a sintesi la speculazione filosofi-
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               co-teologica della cultura alta, fondendosi con il portato delle tradizioni
               popolari, frutto spontaneo della cultura altra, sedimentata nel tempo e
               distillata nell’esperienza. Lo scontro acerrimo fra riforma e controrifor-
               ma determinerà la dettagliata, lenticolare definizione delle norme con-
               sentite all’espressione artistica informando l’azione normalizzatrice
               della Chiesa post-tridentina.


                  2. Ierofanie e santuari: l’acqua, gli alberi, le rocce - Protagonista assoluta
               della ierofania è la Vergine Maria che si mostra in vesti regali, circonfu-
               sa di luce, e consegna i suoi messaggi – a volte ammonitori, a volte pre-
               scrittivi – ai più miti, ai più umili del popolo dei fedeli: fanciulle spaurite
               dall’infuriare degli elementi atmosferici, rudi pastori, viandanti smarriti
               sono gli stupiti, ammirati testimoni della sua soprannaturale presenza,
               che si manifesta però con modalità ricorrenti.
                  Le leggende di fondazione dei santuari mariani che costellano la bo-
               scosa dorsale appenninica, specchiandosi nelle acque limpide delle fon-
               ti, si sviluppano secondo uno schema costante, indagato nelle sue mol-
               teplici implicazioni dagli antropologi e dagli etnografi. 15
                  Alla visione, che si svolge a diretto contatto con la natura, spesso in
               condizioni di difficile pervietà o di pericolo estremo, segue da parte
               della Signora, la cui presenza assume una funzione salvifica e rassicu-
               rante, la richiesta di promuovere pratiche di pietà culminanti nell’ere-
               zione di una chiesa.
                  Alcune volte, invece, alla manifestazione epifanica si sostituisce il
               miracoloso rinvenimento di un’immagine sacra, come accade, ad esem-
               pio, nel bosco della Filetta, presso la quercia di Ponticelli o lungo le go-
               le di Antrodoco.
                  Quali che siano le circostanze che inaugurano la fondazione del san-
               tuario, la comunità è in genere sollecita nell’adesione alla richiesta, tro-
               vando nelle varie fasi della costruzione nuovi motivi utili a rinsaldare il
               senso di appartenenza e l’identità locale.
                  Nell’abitato di Grotti, frazione del comune di Cittaducale, si festeggia
               con una processione al Santuario distante dal paese ed arroccato sui mon-
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               ti la Madonna dei balzi, ad Antrodoco, con modalità non dissimili, la
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