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Il culto delle Madonne arboree nelle Diocesi di Rieti e Sabina
Il documento della cancelleria pontificia enumera le svariate chiese
che costellano il territorio diocesano, descrivendone le peculiarità ed
indicandone puntualmente i toponimi. 8
Già il vescovo Dodone si era rivolto ai pontefici Anastasio IV,
Adriano IV ed Alessandro III, ottenendo risposte dettagliate ma non
risolutive per i conflitti di competenza con il Regno di Napoli, costitui-
tosi nel 1130. La questione dovette inevitabilmente irrigidirsi nel 1257,
quando papa Alessandro IV emise la bolla con la quale sottraeva all’or-
dinario diocesano reatino centocinquanta chiese del territorio di
Amiterno per assegnarle al vescovo dell’Aquila, eretta un anno prima a
sede episcopale.
Il territorio diocesano, incuneato fra i valichi subappenninici solcati
a nord dal Tronto e dal Corno, definito a sud dalle acque termali del
Farfa e del Galantina, si estendeva dunque per due terzi nel Regno di
Napoli, costituendo la Vicaria di Regno.
Il suo assetto fu ridisegnato nel 1502 ad opera di Alessandro VI me-
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diante l’erezione di Cittaducale al rango di sede vescovile.
Nel 1818, quando nel clima di restaurazione Pio VII provvide a ri-
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definire l’assetto regionale dello Stato pontificio, la diocesi di
Cittaducale fu soppressa ed il suo territorio fu incorporato nella diocesi
dell’Aquila per ricongiungersi a Rieti solamente nel 1976.
1. La Cattedrale intitolata a Santa Maria Assunta - La cattedrale basilica
reatina ebbe fin dal V secolo il titolo di Santa Maria Assunta. La primi-
tiva costruzione paleocristiana fu abbattuta agli inizi del XII secolo,
quando si era ormai avviato il processo di urbanizzazione destinato a
compiersi nel 1198 con l’erezione di Rieti a libero comune, all’interno
dell’orbita politico-amministrativa della Chiesa. Nella primavera del-
l’anno 1109 il vescovo Benincasa aveva benedetto la prima pietra del
nuovo, più accogliente edificio: il 1 settembre 1157 il vescovo Dodone
consacrò la basilica inferiore, e finalmente il 9 settembre 1225 papa
Onorio III celebrò l’inaugurazione della basilica superiore, affiancata
dal battistero intitolato a San Giovanni in Fonte. Nel 1252 fu eretta la
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maestosa torre campanaria, ad opera dei maestri lombardi Pietro,
Andrea ed Enrico.
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