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Il culto delle Madonne arboree nelle Diocesi di Rieti e Sabina
così anche negli ambienti più retrivi e tradizionalisti, legati alle forme ri-
tuali del paganesimo. È in particolare il pagus, il mondo contadino, a man-
tenersi più a lungo fedele alle antiche tradizioni della religione politeista,
informata da un complesso sentimento di affidamento e tutela esercitata
da parte delle divinità che dominano le forze vitali della natura.
La pluralità degli dei e delle dee dell’Olimpo sabino, così come ci
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viene consegnata da Marco Terenzio Varrone nelle Antiquitates, esercita
la sua formidabile funzione sulla fecondità degli uomini e degli animali,
sulla fertilità dei campi, sull’abbondanza delle acque.
La divinità sabina che più di ogni altra assomma su di sé i caratteri
della Grande Madre mediterranea è Vacuna, da alcuni studiosi erronea-
mente associata all’etrusco Vacumno, destinata in età romana a decli-
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narsi nelle forme distinte di Vesta, dea del focolare domestico, e di
Vittoria, assimilata alla Nike della religione ellenica. Vacuna è una divi-
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nità limnate, protettrice dei boschi e delle sorgenti, in grado di esercita-
re la sua tutela sugli elementi della natura, patrona dell’intimità dome-
stica non meno che della vita pubblica.
Quando il cristianesimo troverà proprio a Roma l’humus più conge-
niale al suo radicamento in occidente, negli strati più tradizionalisti della
popolazione si verificherà un fenomeno complesso: là dove non sarà
immediatamente possibile alla religione monoteista affermarsi ponendo
in essere un meccanismo di astrazione, si verranno ad elaborare forme
spontanee di contaminazione che produrranno una sintesi originale fra
gli ancestrali culti della tradizione pagana e le nuove idealità cristiane.
Il sincretismo che ne deriva trova, fra le sue molteplici espressioni,
le forme di culto che si rivolgono alla Vergine Maria, madre del Dio
incarnato che riscatta gli uomini dalla contaminazione del peccato
commesso da Adamo ed Eva. Maria assume simbolicamente su di sé
alcuni dei caratteri un tempo attribuiti alle divinità mediterranee pro-
tettrici della maternità, gettando un ponte fra il passato ed il futuro,
fra la terra e il cielo.
L’eredità pagana e il sincretismo paleocristiano
Così come le chiese paleocristiane vennero fondate sullo spazio del
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témenos, il perimetro già consacrato agli dei dell’età pagana, ed erette
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