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Conseguenze della cessazione delle utilizzazioni forestali tradizionali


               faggio di elevate dimensioni (con diametri ed altezze addirittura molto su-
               periori rispetto agli alberi di norma schiantati) che non evidenziano alcun
               problema di stabilità. Per ottenere l’aumento della profondità del terreno
               è necessario agire prevalentemente mediante l’accumulo di sostanza orga-
               nica. Al riguardo, anche in considerazione delle recenti esperienze sull’im-
               portante ruolo della necromassa legnosa all’interno degli ecosistemi fore-
               stali (Mason 2002, 2003, Tagliapietra 2003), non va ritenuto sufficiente il
               solo apporto della biomasssa fogliare; se si vuole infatti favorire un più ra-
               pido processo di miglioramento del suolo è necessario il contributo di
               materiale legnoso morto anche di notevoli dimensioni.


               Considerazioni conclusive
                  Come conseguenza della cessazione delle utilizzazioni forestali tra-
               dizionali (abbandono del governo a ceduo), le formazioni boscate di
               interesse selvicolturale – rappresentate soprattutto dalle faggete – ubi-
               cate all’interno del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi presentano
               problemi di instabilità meccanica del tutto particolari. A differenza di
               quello che di norma si manifesta nei complessi boscati dell’arco alpino,
               in questo caso gli schianti sono causati da eventi meteorici (nevicate e
               ventosità) del tutto rientranti nella normalità; inoltre vengono interes-
               sate solamente singole piante, di faggio o di abete rosso, all’interno del
               soprassuolo in piena fase di sviluppo. Lo sradicamento risulta essere fa-
               vorito dalla scarsa profondità del suolo che non consente un solido an-
               coraggio dell’apparato radicale.
                  In considerazione del fatto che il problema degli schianti sta attual-
               mente interessando formazioni forestali di “giovane” costituzione, non
               è da escludersi che in futuro l’instabilità meccanica vada ad interessare
               non più solamente soggetti isolati, bensì gruppi di piante o zone più o
               meno ampie dei complessi boscati.
                  Nella situazione illustrata nel presente lavoro, gli interventi selvicoltu-
               rali che vengono proposti riguardano una pluralità di operazioni che van-
               no ad interessare da un lato il soprassuolo e dall’altro il terreno. Pertanto,
               se da una parte non è più possibile per svariate ragioni riproporre la for-
               ma di governo a ceduo per tutti i boschi di faggio, dall’altra è quanto mai
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               opportuno mantenere temporaneamente tale forma di governo dove le
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