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Conseguenze della cessazione delle utilizzazioni forestali tradizionali
isolate, cadono a terra è che queste risultano essere sempre quelle di
maggior diametro presenti all’interno della faggeta. La dimensione del
diametro, utilizzato quale parametro direttamente correlato alla massa
dendrometrica, che le piante raggiungono prima di cadere a terra, varia a
seconda dei casi e delle diverse stazioni, indicando che esiste una soglia
di criticità che dipende dalle dimensioni volumetriche della pianta e della
capacità dell’apparato radicale di sorreggere tale biomassa. Il suolo poco
profondo, ricco di scheletro e spesso in forte pendenza, può infatti for-
nire un ancoraggio saldo solo fino a quando la pianta non ha raggiunto
quel punto critico che ne determina l’instabilità meccanica. Le piante ca-
dono al suolo prevalentemente nei mesi estivi, in concomitanza di gior-
nate ventose soprattutto dopo eventi piovosi di una certa entità che
hanno il duplice effetto di appesantire la chioma e di rendere meno so-
lido e stabile il terreno. Nei mesi autunnali gli schianti si manifestano
invece con minore intensità e sono causati dalle prime nevicate della
stagione che possono trovare i faggi con la chioma ancora densa in
quanto non hanno iniziato a perdere le foglie. L’entità dell’incidenza
del fenomeno si presenta abbastanza variegata, potendosi osservare
aree dove gli schianti interessano alcune decine di piante ad ettaro, altre
dove sono solo qualche unità le piante cadute al suolo ed altre ancora
dove non si riscontra alcun danno.
Pianta di faggio sradicata (Archivio Corpo forestale dello Stato)
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III
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