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Conseguenze della cessazione delle utilizzazioni forestali tradizionali


               all’attualità. Da una parte, infatti, la resinosa andava incontro, in deter-
               minate circostanze, ad oggettive difficoltà nello svilupparsi all’interno
               del bosco di faggio ceduato che ben presto la soffocava con la vigorosa
               crescita dei polloni e dall’altra, molto spesso, era la stessa scure dell’uo-
               mo ad eliminarla, in quanto specie meno apprezzata per fornire legna
               da ardere e/o carbone.


               Possibili interventi selvicolturali
                  I problemi di instabilità meccanica sopra esposti, comportano inevi-
               tabilmente delle riflessioni sugli interventi selvicolturali da impostare e
               realizzare all’interno delle formazioni forestali.
                  Gli interventi da attuare si discostano sostanzialmente da quelli pre-
               visti di norma nei complessi boscati dell’arco alpino dove, in casi di in-
               stabilità meccanica, si interviene mirando essenzialmente a regolare la
               densità del soprassuolo con l’esecuzione di opportuni tagli intercalari
               per ridurre il valore del coefficiente di forma (rapporto altezza-diame-
               tro) delle piante così da renderle meno esili e di conseguenza maggior-
               mente resistenti alle sollecitazioni meccaniche operate dal peso della
               neve e dalla spinta del vento (Mazzucchi 1983, La Marca 1983, Piussi
               1986, Mazzucchi e Casagrande 1986, La Marca 1986, Mazzucchi 1998).
                  Alla luce di quanto sopra esposto, si ritiene quanto mai opportuno
               proporre degli interventi selvicolturali mirati a garantire in misura prio-
               ritaria la stabilità meccanica delle formazioni forestali, agendo sia in
               maniera diretta che indiretta nel fronteggiare e/o rimuovere le cause
               degli sradicamenti degli alberi.
                  Un primo intervento, legato all’attualità, è quello di mantenere tale
               forma di governo all’interno dei popolamenti forestali che potenzial-
               mente potrebbero presentare problemi di instabilità meccanica e che
               sono ancora governati a ceduo dove le condizioni lo consentano e dove
               il macchiatico si presenti positivo. Ciò può avvenire anche solo tempo-
               raneamente, in attesa di un miglioramento delle condizioni di stabilità
               dei soprassuoli. Il mantenimento di porzioni di ceduo all’interno del
               Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, anche se in parte per diverse
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               ragioni, è peraltro previsto anche in alcune proposte gestionali formu-
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               late da tecnici forestali (Andrich 2005). Ben più difficile, se non pura-
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