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Il culto delle Madonne arboree nelle Diocesi di Rieti e Sabina
fresco dipinto nel 1510 alla base del campanile, sotto l’ala settentrionale
del portico: il dipinto, dal fresco dettato narrativo, descrive l’intervento
miracoloso compiuto dalla Vergine Maria, titolare della Cattedrale, e da
Santa Barbara, patrona della città di Rieti, quando dall’alto della torre
precipitò al suolo una campana senza procurare alcun danno.
Così recita la scritta dilavata, che scorre al di sotto dell’affresco:
«CAMPANAM MAGNO DE TURRE FRAGORE CADENTEM
AMBARUM INCOLUMEM SUSTINERE MANUS 1469».
Il secondo affresco fu invece parzialmente restituito nel 1906 al-
l’oblio, riaffiorando dalla parete di fondo della cappella di Sant’Ignazio,
già intitolata a S. Maria Maddalena e successivamente alla Madonna del
Rosario, dove era stato occultato da un’opera settecentesca di fra
Sebastiano Conca.
La pittura parietale, compiuta da Marcantonio Aquili dopo che il
12 aprile 1495 presso l’altare della cappella era stato disposto il cor-
po santo del cistercense Balduino, fondatore dell’abbazia di San
Matteo al Lago. 12
Anno
Rieti, cattedrale di Santa Madre di Dio, cappella di Sant’Ignazio, già della Madonna del Rosario.
III
Marcantonio Aquili, Madonna in maestà
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n.
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250 SILVÆ

