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Il culto delle Madonne arboree nelle Diocesi di Rieti e Sabina


                  8. Santa Maria di Capodacqua - Il Santuario mariano di Santa Maria di
               Capodacqua presso Cittareale, nell’alta valle del Velino, sorge già nel
               XII secolo, dopo il fortuito rinvenimento di un’icona mariana da parte
               di una pastorella.
                  A questa agnizione, a cui si collegano eventi interpretati come segni
               divini, segue la costruzione della chiesa campestre successivamente de-
               vastata dalle ripetute, violente scosse sismiche che colpiscono la zona
               nel corso dell’anno 1703. Abbiamo già rammentato come il fatto che
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               il sisma avesse risparmiato dalla distruzione l’altare maggiore con l’anti-
               ca immagine mariana fosse interpretato dai fedeli scampati ai tragici
               eventi come segno manifesto della tutela esercitata dalla Vergine. In at-
               tesa che i lavori di rifacimento del santuario fossero compiuti, la
               Madonna continuò a dimostrare la sua benevolenza nei confronti delle
               popolazioni dell’alta valle del Velino, facendo cessare una calamitosa
               siccità sul finire del XVIII secolo.
                  La nuova chiesa, ricostruita dopo il terremoto a spese dei valligiani,
               fu solennemente consacrata nell’anno 1853 dal vescovo di Rieti monsi-
               gnor Gaetano Carletti.


                  9. Santa Maria della Foresta - Le fonti francescane più antiche, dalla
               Legenda perusina (25) allo Speculum perfectionis (104), narrano l’episodio
               miracoloso che ha come protagonista San Francesco, ospite di un po-
               vero prete secolare presso Rieti. Il testo dei Fioretti (cap. XIX) mette in
               relazione questo evento con la permanenza in città dovuta al tentativo
               di curare il glaucoma che affligge il Santo: bisognoso di assistenza, ma
               intenzionato a mantenere fede al suo voto di povertà, rifiuta l’ospitalità
               offertagli da papa Onorio III, al tempo residente a Rieti, per ritirarsi
               presso la chiesa di San Fabiano. Qui frequentemente venivano a visitar-
               lo il papa, il cardinale Ugolino, i membri della curia pontificia, i canoni-
               ci della cattedrale nonché i devoti ed i curiosi. La vigna del prete, unico
               bene della modesta chiesa suburbana, fu presto spogliata da ogni suo
               grappolo, tanto da suscitare lamentele da parte del sacerdote. San
               Francesco confortò il religioso, lo invitò a maggior tolleranza e lo rassi-
          Anno
               curò di un risarcimento futuro, impegnandosi personalmente a rifonde-
          III
               re ogni danno se la vigna non avesse prodotto almeno venti some di vi-
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          n.
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