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Storia e attualità nella politica del paesaggio in Italia e in Europa
cupazione. Tuttavia, solo una volta svincolata la montagna dalla pres-
sione antropica, grazie allo sviluppo industriale capace di sottrarre for-
za lavoro all’agricoltura e al progresso tecnologico del settore agricolo, i
boschi e i territori di montagna separarono i loro destini dalla crescita
demografica nazionale.
In assenza dell’opposizione dei pastori e dei contadini si innescava
così un processo che avrebbe portato in 50 anni al rimboschimento di
circa 800mila ettari e al conseguimento degli obiettivi definiti più di un
secolo prima, a cui si aggiunse una crescita generalizzata dei boschi.
Tali risultati arrivano in un momento storico completamente diverso
per le zone montane, interessate ora da un processo di riduzione della
popolazione e di naturale imboschimento dei terreni abbandonati, ma
anche dall’arrivo del petrolio e del gas, che in pratica annullano la pro-
duzione dei combustibili vegetali, in particolare il carbone.
Senza dubbio i nuovi rimboschimenti contribuirono al miglioramen-
to delle condizioni idrogeologiche della montagna, ma la mancanza di
cure selvicolturali in formazioni totalmente artificiali ha prodotto so-
prassuoli spesso di scarsa qualità, caratterizzati da densità troppo eleva-
te, instabilità meccanica e varie patologie. La funzione miglioratrice che
le conifere dovevano assolvere in funzione della qualità del terreno e il
ruolo di specie preparatoria per un successivo ingresso delle latifoglie
non fu seguita dall’impianto dei nuovi boschi, e queste formazioni rap-
presentano oggi una fase piuttosto stabile del nostro paesaggio foresta-
le. Si affermava in tal modo, anche se tardivamente, quel “paesaggio di
Stato”, che in certo senso si era cercato imporre dal secolo precedente,
contrapposto ad un “paesaggio sociale” caratterizzato dall’aspetto de-
nudato delle pendici montuose. In generale l’effetto dei rimboschimen-
ti è stato positivo dal punto di vista del miglioramento ambientale, che
in questo periodo non si può disgiungere da un beneficio anche per al-
cuni aspetti legati al paesaggio, ma negativo dal punto di vista culturale.
Ciò introduce il problema della responsabilità dei forestali verso il pae-
saggio anche in considerazione degli attuali orientamenti volti ad incre- 7
mentare la produzione di biomasse vegetali a scopo energetico. n. -
Sicuramente l’estensione dei boschi di conifere non ha generato signifi- III
cativi vantaggi economici per il settore. L’industria del legno fino dagli
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