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Storia e attualità nella politica del paesaggio in Italia e in Europa


            l’organizzazione dell’attività dei Consorzi di rimboschimento. L’analisi
            degli interventi realizzati fra il 1888 e il 1912 mostra una situazione leg-
            germente migliore rispetto al periodo precedente. Furono rimboschiti
            16.826 ettari, mentre il numero dei consorzi nel 1910-11 era salito a 26.


               3.2. La visione organica del problema montano - L’ulteriore fondamentale
            provvedimento legislativo in favore dei rimboschimenti e delle opere di
            sistemazione fu la legge del 30 dicembre 1923 n. 3267, detta anche leg-
            ge Serpieri, dal nome dell’allora Sottosegretario di Stato, maggiore arte-
            fice di questo progetto. Essa doveva rappresentare la struttura base del-
            l’ordinamento legislativo forestale italiano, su cui sarebbe basato tutto il
            suo sviluppo successivo. Veniva affermato il principio che nei bacini
            montani dissestati fosse necessario in primo luogo intervenire con ope-
            re di sistemazione idraulico-forestale, integrate con opere di sistema-
            zione agraria e di miglioramento fondiario, da cui il carattere “organi-
            co” del provvedimento rispetto ai precedenti.
               L’imposizione del vincolo idrogeologico operata da provvedimento
            si estendeva a tutti i terreni di qualunque natura e destinazione, che a
            causa delle loro forme di utilizzazione potevano con danno pubblico
            subire denudamenti, perdere stabilità o turbare il regime delle acque,
            portando l’estensione dei terreni vincolati a circa 7 milioni di ettari ri-
            spetto ai 3.825.548 calcolati nel 1879, con una influenza diretta anche
            sulle dinamiche evolutive del paesaggio montano. Oltre a queste inizia-
            tive venne riordinata l’Azienda speciale del Demanio forestale dello
            Stato, allo scopo di provvedere in modo più deciso alla formazione di
            riserve di legname, visto il ruolo strategico di questa risorsa e la cre-
            scente dipendenza dall’estero, mentre la gestione dei boschi dei comuni
            e degli altri enti doveva essere soggetta ai piani economici.
               Nonostante il carattere dei organicità di tale legge e di quella sulla
            bonifica integrale del 1933, l’opera di rimboschimento dette ancora ri-
            sultati modesti, almeno fino agli anni ’50. L’analisi degli effetti pratici
            dei provvedimenti, più di altre considerazioni, da la misura dei risultati  7
            conseguiti: basti ricordare che in circa 80 anni vennero rimboschiti ap-    n.  -
            pena 194.720 ettari. Il 26,9% dei nuovi boschi furono creati sulle Alpi,    III
            il 15% sull’Appennino Settentrionale, il 25,7% sull’Appennino
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