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Storia e attualità nella politica del paesaggio in Italia e in Europa


               fere in un periodo così breve, che genera molte perplessità. Infatti, seb-
               bene il totale dei rimboschimenti fino al 1950 si aggiri sui 194.000 ha,
               quelli avvenuti nel periodo successivo (circa 850.000) porterebbero il
               totale dei rimboschimenti eseguiti in Italia dal 1862 a più di un milione
               di ettari, per gran parte composti di conifere (Romano 1986). Non si
               riesce poi a comprendere dove siano rintracciabili nelle statistiche que-
               sti boschi, visto che secondo l’ISTAT le conifere dal 1950 sono cresciu-
               te solo di 400.000, mentre l’IFN del 1985 indica valori ancora più bassi
               (+100.000 ha) rispetto alla stessa data. Ad ogni modo gran parte dei
               boschi di conifere oggi presenti nel paesaggio italiano sono il risultato
               dei rimboschimenti e delle successioni in ex pascoli o coltivi, o in aree
               percorse da incendio.
                  Nei dati impiegati per realizzare il grafico in Figura 3 sono state
               omesse le fustaie miste, ma anche sommando questo valore al totale
               (351.000 ha, ISTAT), mancherebbero molte migliaia di ettari di conife-
               re all’appello. Nel panorama nazionale vi sono comunque testimonian-
               ze certe dell’aumento delle conifere, come dimostra l’aumento di un
               terzo della presenza di conifere nei boschi del Trentino e il dimezza-
               mento dell’estensione del bosco ceduo. Colpisce nel meridione l’au-
               mento di quattro volte dell’estensione dei boschi in Sardegna dal 1929
               ad oggi, e la generale riduzione del ceduo composto, quasi scomparso
               in Campania dal 1947 in poi, con l’aumento conseguente del ceduo
               semplice, chiaro indice della semplificazione delle forme colturali che
               caratterizza anche l’evoluzione del paesaggio forestale.
                  La Sardegna è in realtà un caso molto interessante di quella poca
               adattabilità del tradizionale concetto di bosco ad una situazione in cui
               boschi pascolati, pascoli arborati, macchie e capitozze dominavano un
               paesaggio che rappresentava uno specchio fedele delle esigenze del-
               l’economia locale e del paesaggio particolare dell’isola, in cui il bosco,
               inteso come copertura continua e ben definita spazialmente, era poco
               significativo. Una realtà trasformata oggi dall’abbandono dei pascoli e
               da rimboschimenti che hanno del tutto modificato la situazione del pae-
               saggio locale soprattutto con l’introduzione di specie quali il Pinus radiata
               ed anche l’eucalypto, utilizzato nelle zone bonificate dell’Oristanese, po-
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               co compatibili con l’identità culturale. È comunque interessante come il
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