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Storia e attualità nella politica del paesaggio in Italia e in Europa
ettari, un dato assai vicino a quello dell’inventario forestale nazionale at-
tuale. È opportuno riflettere sul fatto che si tratta di differenze importanti,
ma più o meno paragonabili ai possibili errori di rilevamento attribuiti ai
rilievi svolti fra la seconda metà dell’800 ed i primi del ’900.
Un altro elemento di un certo rilievo paesistico, valutabile attraverso
le statistiche disponibili è il rapporto fra bosco ceduo ed alto fusto, an-
che se i dati possono essere ancora più imprecisi di quelli relative alla
semplice estensione. Come si nota in Figura 2, sembra esserci un grande
cambiamento nella proporzione fra queste due forme di governo fra il
1868 e il 1911, visto che il bosco di alto fusto diminuisce di circa
1.850.000 ha, ed il ceduo aumenta di circa 1.114.000 ha. La diminuzio-
ne della fustaia potrebbe essere in parte dovuta agli 800.000 ettari di
boschi andati distrutti in quel periodo stimati da Lunardoni, e in parte
alle conversioni in bosco ceduo. Da questo periodo in poi si osserva
una continua crescita della fustaia, ed una più limitata crescita del ce-
duo. Il bosco ceduo, spesso invecchiato, rappresenta quindi la parte
principale del paesaggio forestale italiano.
Figura 2 - Andamento delle superfici a ceduo e fustaia dal 1870 ad oggi
Altro dato interessante è la variazione della percentuale fra conifere
e latifoglie nei boschi di alto fusto (Fig. 3). Fra il 1870 e il 1925 le prime
sembrano raddoppiare, passando da 450.000 a 1.000.000 di ha, mentre 7
le latifoglie passano da 2.556.000 ha a 1.000.000 di ha. Probabilmente n. -
un calo delle latifoglie può essere attribuito al processo di disbosca- III
mento e alle conversioni, rimarrebbe da spiegare l’aumento delle coni-
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