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Gli effetti dei grandi terremoti sul pianeta Terra
tempo. In realtà però, se misurato con precisione, rivela una serie di va-
FOCUS riazioni più o meno grandi che avvengono su scale temporali che van-
no dai millisecondi ai milioni di anni. Alcuni ricercatori hanno suggeri-
to che alcune di queste variazioni ed in particolare quelle di lievissima
entità, caratterizzate da una scala temporale di pochi anni, possono es-
sere in relazione con l’occorrenza di grandi scosse sismiche come quel-
le di cui stiamo parlando.
I campi di deformazione provocati da terremoti come quello del Cile
del 1960 o di Sumatra del 2004 si propagano all’interno del pianeta fino a
raggiungere anche il nucleo metallico fluido che si trova a circa 2.900 km
di profondità. Anche se non ci sono ancora conferme dirette di questa
ipotesi ma soltanto indizi di origine statistica e modellazioni puramente
teoriche, si presume che tali campi deformativi siano in grado di pertur-
bare i moti convettivi che avvengono nel nucleo provocando delle picco-
le variazioni nel campo magnetico terrestre della durata di qualche anno:
i cosiddetti “jerks” geomagnetici. L’esistenza di queste piccole perturba-
zioni è nota da diversi decenni, da quando cioè è significativamente au-
mentato il numero di osservatori geomagnetici sparsi sulla superficie ter-
restre; i jerks infatti sono difficilmente osservabili da misure singole e
spesso sono più facilmente rilevabili in alcune zone del pianeta piuttosto
che in altre. Fino ad ora una spiegazione soddisfacente dell’origine dei
jerks geomagnetici non è stata trovata. Quello che si è riuscito a stabilire
con certezza però è che essi, al contrario della maggior parte delle altre
perturbazioni a corta scala temporale del campo magnetico, sono di ori-
gine interna e non sono quindi associabili all’attività solare o ad altri feno-
meni astronomici o atmosferici. Negli ultimi anni, soprattutto in seguito
ad indizi di tipo statistico, si è affacciata l’ipotesi di una correlazione con i
forti terremoti ma questa ipotesi è ancora molto controversa.
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III
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