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La “Quercus Suber” a Brindisi: una presenza anomala, un’ecologia di confine


               Le Sughere del Brindisino presentano delle caratteristiche anche
            morfologiche che, mentre in alcuni casi potrebbero essere ricondotte
            semplicemente alla variabilità fenotipica della specie come risposta alle
            condizioni ambientali, in altri sembrerebbero proprio l’espressione di
            informazioni genetiche.
               Così, nel primo caso potrebbe rientrare una caratteristica concavità del
            lembo fogliare verso il basso che, così frequente nelle Sughere di Brindisi
            in risposta probabilmente ad una traspirazione fogliare eccessiva, potreb-
            be avere la funzione di mantenere una sacca d’aria atmosferica a contatto
            della foglia, con un contenuto di umidità più rilevante rispetto all’aria cir-
            costante e tale pertanto da ridurre la traspirazione stessa.
               Di altro tipo sarebbe invece il particolare polimorfismo delle ghian-
            de, che nelle Sughere del Brindisino presentano una gran varietà di for-
            me, dimensioni e conformazioni, sia a livello del corpo centrale che del-
            la cupola.
               Una considerazione che viene spontanea è che, se l’ambiente brindi-
            sino non avesse richiesto un adattamento a condizioni del tutto nuove,
            rigorose e perfino incompatibili con lo standard della specie, non si sa-
            rebbe verificato il processo dal quale sono venute fuori delle Sughere
            con caratteristiche del tutto nuove e a prima vista indipendenti dalle
            condizioni in cui la specie si è trovata a dover vegetare. Caratteristiche
            che evidentemente hanno poche o nessuna probabilità di manifestarsi
            in condizioni di optimum ecologico della specie, e che pertanto sareb-
            bero sotto il controllo dei geni, qui supposti recessivi, la cui espressio-
            ne avrebbe permesso la sopravvivenza della specie nel nuovo territorio.
               Questa variabilità di nuovo tipo, con espressione di caratteri non ri-
            levati in precedenza, potrebbe essere l’indicazione di buone capacità di
            adattamento, capacità che sono forse, in condizioni ordinarie, inibite
            dalla componente genetica che codifica nella specie gli adattamenti e le
            esigenze ad essa più congeniali. Per quanto sopra, nel Brindisino la spe-
            cie si trova a vegetare a fianco del Leccio, altra quercia perfettamente
            adattata alle condizioni ambientali della zona, costituendo con essa bo-    5
            schi misti come se fosse la cosa più naturale di questo mondo. 7            n.
               L’anomala coesistenza e le ancor più anomale ottime condizioni ve-       -  II
            getative di entrambe, con regolare svolgimento di tutte le loro fasi feno-
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