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La “Quercus Suber” a Brindisi: una presenza anomala, un’ecologia di confine


            le collocate idealmente via via più a sinistra, fino a raggiungere e ad ol-
            trepassare, presumibilmente per un bel pezzo, il punto di culminazione
            della gaussiana. Le uniche a non aver risentito – o ad aver risentito nel-
            la misura più tollerabile - delle condizioni sfavorevoli saranno state
            quelle all’estremità sinistra della parabola. 6
               Se quanto sopra rappresenta un’ipotesi statistica relativa alla soprav-
            vivenza della Sughera nel Brindisino, non spiega tuttavia il meccanismo
            di come ciò sia potuto avvenire. Il punto è che, alla base delle resisten-
            ze che si sono supposte e che avrebbero collocato un esiguo numero di
            Sughere in corrispondenza ai limiti sinistri delle rispettive gaussiane,
            potrebbe esserci una poco rappresentata componente genetica in grado
            di conferire ad individui della specie Quercus suber dette resistenze, una
            componente genetica sparuta e probabilmente caratterizzata da alleli
            recessivi, tali, cioè, da non manifestare i caratteri di cui sono portatori
            se appaiati ad altri geni dominanti. Come dire: codificate da geni non in
            grado di manifestare i loro caratteri se non presenti entrambi nella stes-
            sa doppietta cromosomica, pena la perdita di informazioni che, seppu-
            re contenute a livello genetico, non sono messe in grado di manifestar-
            si nell’abbinamento con altri geni.
               Sulla rarità di tali caratteristiche era già stato posto l’accento a propo-
            sito della rarità e l’estrema localizzazione, nel solo territorio di Brindisi,
            degli individui che di tali caratteristiche sono in possesso, mentre la fre-
            quenza delle altre componenti genetiche – quelle codificanti l’intolle-
            ranza – si evidenzia da sé, essendo di fatto la specie caratterizzata tipi-
            camente da calciofobia ed igrofilia.
               Potrebbe essere avvenuto che la segregazione di informazioni gene-
            tiche codificanti caratteri di tolleranza a condizioni di aridità del clima e
            di calcareità dei terreni abbia pertanto selezionato tali geni, fino a farli
            divenire l’espressione genetica dominante – per non dire l’unica, per
            quanto riguarda i caratteri che vengono qui esaminati – nella popolazio-
            ne brindisina, così nettamente isolata dal grosso della distribuzione del-
            la specie.                                                                  5
               Si rileva qui che il processo proposto in questa sede differisce non     n.
            poco dallo standard comunemente accettato in fatto di adattamenti           -  II
            specifici ad un determinato ambiente, in quanto la presente ipotesi non
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