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La “Quercus Suber” a Brindisi: una presenza anomala, un’ecologia di confine
la grande maggioranza delle piante, il che avrebbe permesso la soprav-
vivenza solo di pochi individui in grado di resistere alle nuove condizio-
ni ambientali. Un’altra specie calcifuga:
Si tenga conto a questo propo- il Pino marittimo
sito che la variabilità genetica del- Breve storia della sperimentazione
le ghiande a suo tempo importate in territorio salentino
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nel Brindisino ben difficilmente Altre specie ben note per la loro netta av-
potrebbe ritenersi rappresentativa versione a vegetare in terreni calcarei, an-
che indipendentemente dalla siccità estiva,
di tutta la diversità della specie hanno dato prova, nel corso delle epoche,
che, pur avendo degli ambiti pre- di come la matrice calcarea del territorio sa-
lentino sia sfavorevole al prosperare di spe-
ferenziali ben definiti, rivela una cie forestali con tendenze acidofile.
certa plasticità a livello di esigenze È relativamente recente, a questo proposi-
ecologiche (senza in questo egua- to, l’esperienza condotta nel Salento con il
Pino marittimo (Pinus pinaster), specie la
gliare altre specie dello stesso ge- cui intolleranza nei confronti del calcare è
nere Quercus, le quali dimostrano stata inoltre ridimensionata con il passar
del tempo, al punto che oggi la sua presen-
senza alcun dubbio una più polie- za è ritenuta da alcuni Autori incompatibile
drica valenza in tal senso). con i soli terreni provvisti di bicarbonati so-
lubili (HCO 3 ).
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Un punto fisso nell’ecologia La specie suddetta fu infatti sperimentata
della Quercus suber è rappresentato nel territorio leccese, in un primo tempo
sembra con risultati favorevoli, al punto che
dalla sua netta preferenza per i ne fu rimessa in discussione l’intolleranza
terreni tendenti all’acido o al su- ai terreni calcarei. I danni però furono rile-
bacido e quella per un regime vati in un secondo tempo, quando si evi-
denziarono manifesti segni di sofferenza. Il
idrometeorico con precipitazioni risultato è che ora, a meno di un secolo di
soprattutto nel periodo estivo. Se, distanza dall’impianto, dei Pini marittimi sa-
lentini non resta niente, se non alcuni
a tali propositi, parlo di “netta esemplari in evidente stato di deperienza.
preferenza” e non di “necessità” è Nel caso della Sughera i problemi sono
stati evidentemente maggiori, in quanto,
solo per la presenza della specie in mentre il Pino marittimo appare “attrezza-
territorio di Brindisi, in quanto to” per sopportare i climi caratterizzati da
aridità estiva, la Quercia in argomento è
tutte le altre indicazioni in tal sen- caratterizzata da esigenze ecologiche dia-
so sembrerebbero lasciare ben metralmente opposte. Tale caratteristica
poco spazio a possibilità di adatta- sembra anzi ancora più risolutiva della
stessa intolleranza ai terreni calcarei, in
menti diversi per quanto riguarda i quanto la siccità è sufficiente da sola ad 5
due fattori ambientali citati. eliminare individui nel corso di una sola n.
stagione, mentre, come appare a proposito
Con queste premesse, appare degli effetti dei terreni calcarei, questi non - II
ben chiaro che, fra le varie specie avrebbero influito che a distanza di tempo
sul Pino marittimo. Anno
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