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La “Quercus Suber” a Brindisi: una presenza anomala, un’ecologia di confine


            Brindisi questa vegetazione è rappresentata tipicamente da specie della
            macchia mediterranea, con tutto ciò che questo comporta a livello di
            concorrenza radicale, di competizione per l’approvvigionamento delle
            risorse idriche e di competizione per lo spazio aereo, quest’ultima par-
            ticolarmente evidente nelle prime fasi della vita della Sughera. Una
            Sughera ostacolata nel corso dei primi anni della sua vita può infatti as-
            sumere una conformazione che potrà risultare in seguito anche forte-
            mente penalizzante.
               Per contro, la presenza di fitti cespugli determina un rallentamento
            della velocità del vento e pertanto della sua incidenza a livello sia della
            evaporazione dal terreno che della traspirazione a carico delle stesse
            Sughere. Malgrado l’ombreggiamento da essi apportato al terreno, la
            presenza degli arbusti non si traduce in un effetto favorevole a livello
            del bilancio idrico, poiché, per quanto xerofila o xerotollerante, qualsia-
            si pianta subisce una traspirazione fogliare che di norma è sempre mag-
            giore dell’evaporazione che si avrebbe dallo stesso terreno sul quale in-
            siste, qualora esso fosse sgombro.
               Se dunque le caratteristiche fisiche – sia pedologiche che meteorolo-
            giche – del Brindisino non sembrano in alcun modo venire incontro al-
            la Sughera, in cosa può risiedere la soluzione dello strano ampliamento
            dell’areale in una direzione così sfavorevole – per non dire incompati-
            bile – con le esigenze ecologiche della specie, se non in un progressivo
            adattamento, in termini di acquisizione di nuove caratteristiche favore-
            voli al nuovo ambiente e di perdita delle incompatibilità tipiche della
            specie stessa?
               Questa, che è la soluzione più immediata, sarà stata sicuramente la
            prima ad essere considerata, ma evidentemente è stata accantonata a
            causa delle insormontabili difficoltà nello spiegare una variazione così
            radicale e così repentina.
               Una presenza talmente anomala potrebbe essere spiegata in un altro
            modo.
               Partendo una volta ancora da quelli, fra i fattori ambientali del        5
            Brindisino, ai quali la Sughera appare intollerante, è lecito ritenere che  n.
            la maggiore o minore incompatibilità della specie non segua nei diversi     -  II
            individui una risposta fissa, ma che questa sia modulata secondo un or-
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