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La “Quercus Suber” a Brindisi: una presenza anomala, un’ecologia di confine


               est di quella di Brindisi, è pur vero che è in agro di Brindisi che la spe-
               cie forma popolamenti boschivi veri e propri. Questi popolamenti
               hanno, nel loro piccolo (si tratta infatti di boschi di limitata estensio-
               ne), ben poco da invidiare alle sicuramente più note sugherete tirreni-
               che sarde o maremmane.
                  Eppure, almeno teoricamente, le caratteristiche fisiche e climatiche
               del territorio della provincia di Brindisi mal si accorderebbero con le
               esigenze ecologiche della Sughera. Questa è infatti, classicamente de-
               scritta come specie che richiede una buona piovosità – quantificata in
               almeno 600-700 mm di pioggia annua -, con presenza di precipitazioni
               nel periodo estivo.
                  Ora, il territorio di Brindisi rientra integralmente nella zona fitocli-
               matica del Lauretum, con siccità estiva molto accentuata. Una caratteri-
               stica della zona è la scarsità d’acqua in corpi idrici superficiali, sia a livel-
               lo di fiumi (del tutto assenti) che di rigagnoli o di zone a ristagno d’ac-
               qua; peraltro, l’attuale carenza di risorse idriche disponibili per la vege-
               tazione sembrerebbe risalire a non moltissimo tempo addietro, in quan-
               to in passato il territorio della provincia era caratterizzato da una buo-
               na disponibilità d’acqua. Opere di bonifica effettuate in periodi diversi
               hanno determinato una cospicua eliminazione dell’acqua dall’entroter-
               ra e, conseguentemente, l’attuale situazione di penuria idrica.
                  Indicativa è, a tal proposito, la presenza nella zona di vegetazione
               con adattamenti in senso più o meno spiccatamente xeromorfico o xe-
               rotollerante. Così, accanto ad alberi di Leccio (Quercus ilex), specie in
               possesso di spiccata resistenza all’aridità, si ritrovano numerosi arbusti
               della macchia mediterranea; le specie più frequenti sono la Fillirea
               (Phillyrea sp.), il Lentisco (Pistacia lentiscus) ed il Mirto (Myrtus communis);
               più raro appare l’Alaterno (Rhamnus alaternus) e localizzato, oltre che ra-
               ro, il Corbezzolo (Arbutus unedo). Si tratta di organismi vegetali i cui
               adattamenti li collocano ai primi posti fra le specie legnose che hanno
               sviluppato una grande resistenza in senso xerico soprattutto nella sta-
               gione estiva.
                  Altro fattore da considerare è il tipo di terreno, che in provincia di
               Brindisi è nettamente calcareo o tendente al calcico, e pertanto con pH
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               basico o sub-basico, in accordo, al pari della caratteristica della siccità
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