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Infestanti arboree ed alberi infestanti


               Una valutazione ancor più severa meriterebbe l’Ailanthus Giandulosa
            o Albero del Paradiso.
               Originario della Cina, introdotto in Italia nel 1760, si è ormai per-
            fettamente acclimatato lungo tutta la nostra penisola, specie lungo
            strade e ferrovie, canali e pendii, dove è stato lasciato abbondante-
            mente diffondersi.
               Più termotilo della robinia, ma non meno aggressivo di questa nel
            competere con le specie autoctone della nostra flora arborea, ha un
            odore nauseante soprattutto alla fioritura, tanto da meritarsi in molte
            zone il nomignolo di “albero puzzo”.
               Il fogliame, sgradito al bestiame, gli permette di essere selezionato e
            risparmiato persino dalle capre, rispetto ad altre specie vegetali delle
            nostre contrade, avvantaggiandosi e competendo con queste, spesso
            sostituendole come ultimo rappresentante di un degrado vegetazionale
            incipiente.
               L’ailanto tende anch’esso, se ceduto, a formare gruppi densissimi di
            individui, così da escludere coesistenze con esemplari di specie diverse.
               Alle varie critiche si obietta che queste specie consolidano egregia-
            mente pendii franosi e terreni acclivi, ma, in sintesi, se è comprensibile
            (pur con molte riserve) l’impiego su ripide spallette stradali, autostrada-
            li ecc. ed in corrispondenza di movimenti franosi che minacciano diret-
            tamente manufatti umani, in ogni altro caso si deve sempre ed assoluta-
            mente dare la preferenza a specie arboree ed arbustive locali, anche se il
            consolidamento dovesse richiedere tempi assai più lunghi. Molti nostri
            alberi posseggono, come le querce, apparati radicali fortissimi.
               È essenziale governare sia la robinia che l’ailanto ad alto fusto, per evi-
            tare la eccezionale propagazione susseguente ad ogni ceduazione. Di con-
            tro però l’alto fusto fiorisce e fruttifica ben più del ceduo con il rischio di
            una diffusione maggiore di piante da seme in zone anche lontane.
               Come si vede l’appellativo di infestanti viene assunto da queste pian-
            te non senza considerazioni oggettive in proposito. La lotta, assai lunga
            e laboriosa, richiederebbe largo impiego di mezzi e di denaro. Tutto ciò    5
            non deve però significare mancata presa di coscienza del problema, au-      n.
            spicando almeno una forte limitazione nell’impianto ulteriore di alberi     -  II
            così infausti.
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