Page 221 - silvaeanno02n05-010-010-editoriale-pagg.006.qxp
P. 221
Infestanti arboree ed alberi infestanti
ovunque sussistano motivi di convenienza per le colture erbacee ed ar-
boree. È indispensabile, però, che si adottino mezzi di intervento cor-
retti, in modo da evitare un progressivo deterioramento della qualità
dell’ambiente.
Purtroppo, invece, è prassi consolidata da tempi remoti il ricorso
all’uso del fuoco, con l’abbruciamento, più o meno controllato, di va-
ste superfici.
Si ignora che tale pratica, scorrettissima sotto l’aspetto ecologico,
provoca una serie di modificazioni fisicochimiche, ed in particolare un
innalzamento del pH, che rendono il terreno idoneo ad ospitare solo
poche specie ampiamente pH-tolleranti, destinate col tempo a divenire
vere e proprie infestanti, agevolate dal possedere un fusto sotterraneo
profondo, cui il passaggio del fuoco non arreca danno alcuno.
Ci riferiamo a Rubus sp.v., Clematis vitalba, Pteridium aquilium, ecc.
Ripetendo periodicamente l’abbruciamento dei terreni, tali forme
infestanti limitano la loro espansione, pronte però ad uno sviluppo
esplosivo ove cessi l’impiego del fuoco e le aree in questione vengano
abbandonate.
È così che un oliveto, un vigneto, un terreno agricolo qualsiasi, le
adiacenze di un casolare non più utilizzato, tendono ad ospitare un tap-
peto fittissimo di rovi; un castagneto abbandonato può ricoprirsi di vi-
talbe; un pascolo montano di felci aquiline, ecc.
Partendo anche dalla constatazione che nei boschi in equilibrio ed in
condizioni ottimali di climax non vi è traccia di infestanti, è chiaro che
tendono al degrado solo i terreni dove in precedenza si applicavano
pratiche colturali scorrette sotto il profilo ecologico, impedendo inoltre
anche un eventuale ritorno degli alberi, sommergendo sotto un tappeto
di rovi e vitalbe qualsiasi pianta si accinga a ricolonizzare il terreno atti-
guo al bosco.
Purtroppo, sulle superfici invase le plantule degli alberi non riescono
a crescere, o, se superano gli stadi iniziali, vengono ben presto sommer-
se e soffocate dai tralci delle infestanti, con defoliazione e morte.
Queste aree, oltre ad essere assai scadenti sul piano estetico, sono de-
stinate a perpetuarsi per tempi assai lunghi prive di copertura arborea,
Anno
costituendo altresì punti deboli per la stabilità dei pendii. Raramente si
II
-
n.
5
224 SILVÆ

