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Il ritorno dell’orso sulle Alpi Centrali


            nima vitale sulle Alpi Centrali, l’impegno del Parco si è concretizzato
            mediante l’istituzione, al suo interno, di un “Gruppo di Ricerca e
            Conservazione dell’Orso Bruno” composto da biologi, naturalisti ed
            un eterinario che coordinano le attività di ricerca scientifica e divulga-
            zione nei confronti della specie. Conoscere il numero di individui, la
            distribuzione sul territorio e la ripartizione per sesso ed età, ma anche
            le abitudini alimentari, le caratteristiche dell’ibernazione e i potenziali
            fattori di disturbo della popolazione di orsi è infatti indispensabile per
            controllarne l’evoluzione nel tempo e prendere conseguentemente le
            decisioni gestionali più idonee. Considerando inoltre che a tutt’oggi
            l’immagine dell’orso bruno nell’opinione pubblica rimane basata più
            su miti e leggende che su assunzioni di ordine biologico ed ecologico,
            il progetto di conservazione del Parco prevede, oltre alle attività di mo-
            nitoraggio e ricerca scientifica cui si è appena accennato, un’ampia
            opera di divulgazione e comunicazione rivolta a tutte le categorie so-
            ciali. Proprio per ottimizzare la realizzazione di tali interventi di infor-
            mazione, e per rendere altresì disponibile la propria esperienza anche
            al di fuori dei propri confini territoriali, il Parco, insieme ad alcuni tra
            gli enti storicamente impegnati per la salvaguardia del plantigrado sul-
            l’arco alpino (Servizio Foreste sloveno, WWF Austria e Dipartimento
            di Scienze Animali dell’Università di Udine), ha delineato alcune azio-
            ni di comunicazione utili per favorire la convivenza con il plantigrado,
            con particolare riferimento alle azioni urgenti necessarie nelle zone di
            nuova colonizzazione. Tali principi sono stati redatti - insieme ad un
            modello predittivo di dinamica di popolazione tendente ad individua-
            re le aree di possibile espansione futura degli orsi sulle Alpi - nell’am-
            bito di un apposito progetto ancora una volta promosso dall’Unione
            Europea (LIFE Co-op Natura “Criteri per la creazione di una metapo-
            polazione alpina di orso bruno”).
               Il futuro degli orsi sembra dunque oggi meno incerto, anche se il ri-
            torno definitivo della specie sulle Alpi è tuttora strettamente dipenden-
            te dalla possibilità di ricongiungimento tra l’unica popolazione stabile di  5
            orsi sull’arco alpino, quella slovena, e i nuclei presenti in Austria e in  n.
            Italia. Tale possibilità potrà divenire realtà solo se tutti gli enti coinvolti  -  II
            nella tutela del plantigrado sapranno trovare le più opportune sinergie e
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