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Il ritorno dell’orso sulle Alpi Centrali


               caccia della Slovenia meridionale. Tra il 2000 e il 2002 sono stati liberati
               altri 8 individui, per un totale di 10 complessivi (l’ultima femmina, Maja,
               è stata liberata per sostituire Irma, morta nel 2001 a causa di una slavina).
                  Tutti gli orsi rilasciati sono stati dotati di un radiocollare e di due
               marche auricolari trasmittenti. Questi dispositivi hanno consentito di
               monitorare gli spostamenti degli animali per il periodo successivo al ri-
               lascio, confermando le previsioni dello “Studio di fattibilità” e l’ottimo
               adattamento degli individui reintrodotti al nuovo territorio di vita.


               Presente e futuro degli orsi sulle Alpi
                  Il successo dell’operazione di reintroduzione è stato sancito soprat-
               tutto dal rapido accrescimento della popolazione. A seguito degli otto
               eventi riproduttivi accertati tra il 2002 e i primi mesi del 2006 (per un
               totale di 20 cuccioli nati in 5 anni) dopo più di un decennio di inattività
               riproduttiva, il nucleo di orsi che ha il Parco come sua core area è oggi sti-
               mato in più di 20 esemplari.
                  Parallelamente all’incremento numerico, la popolazione di orsi si sta
               espandendo anche dal punto di vista territoriale: la presenza della spe-
               cie non è infatti più limitata al Trentino occidentale ma comprende aree
               distanti qualche decina di chilometri dal Parco. L’esplorazione del terri-
               torio, sintomo del raggiungimento della capacità portante dell’area pro-
               tetta e dell’idoneità ambientale dei territori confinanti, lascia ben spera-
               re per un eventuale futuro ricongiungimento di tutte le popolazioni al-
               pine, anche se il pericolo di estinzione non può ancora dirsi scongiura-
               to. Desta infatti particolare preoccupazione la consanguineità tra gli in-
               dividui derivante dal fatto che la maggior parte dei cuccioli nati in
               Trentino negli ultimi anni sono figli di un unico maschio (Joze, 11 anni
               di età), con un conseguente elevato rischio di depressione da inbreeding
               per le prossime generazioni se non si interverrà preventivamente.
                  Proprio per questo motivo, nonostante la fine dei finanziamenti eu-
               ropei, il Parco prosegue le sue attività di tutela nei confronti del planti-
               grado, in stretta collaborazione con gli altri enti coinvolti (in primis la
               Provincia Autonoma di Trento, ente legalmente preposto alla gestione
               della specie).
          Anno
                  Nel dettaglio, per favorire il raggiungimento di una popolazione mi-
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