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La “Quercus Suber” a Brindisi: una presenza anomala, un’ecologia di confine
peramento della barriera appenninica con la ghianda al seguito ed il successivo abbandono
della ghianda stessa in prossimità del litorale adriatico ha poco senso. Non è logico, infatti,
pensare che un animale scelga di costituire scorte alimentari seguendo un percorso talmente
lungo e impegnativo ed a tale distanza dal luogo del prelevamento, tanto più se si valuta che
il peso della ghianda è tutt’altro che indifferente. D’altra parte, esaminando i comportamenti
delle specie di Corvidi presenti in Italia, la più idonea con l’attività del costituire fonti di cibo
composte da ghiande è la Ghiandaia (Garrulus glandarius), animale i cui spostamenti in volo si
riducono a brevi distanze. Circa le passate abitudini alimentari della Gazza (Pica pica), delle
Cornacchie (Corvus corone corone, Corvus corone cornix) e del Corvo comune (Corvus frugilegus) non
si sa molto, tuttavia appare possibile che una porzione più o meno grande dello spettro tro-
fico di queste specie potesse essere costituita da ghiande; anche qui, però, il problema insor-
montabile sarebbe costituito dalla distanza e dal superamento degli Appennini. Al contrario,
per il Gracchio (Phyrrocorax graculus), il problema sembrerebbe legato alla zona basale marem-
mana e pugliese, essendo la specie legata all’ambiente montano. Tralasciando la Nocciolaia
(Nucifraga caryocatactes) per il suo areale ben distante dalle zone considerate, il Corvo reale
(Corvus corax), benché poco o niente ostacolato dalla presenza della catena appenninica,
avrebbe dovuto percorrere un tragitto troppo lungo, che non si accorderebbe con la sua in-
dole sedentaria e stanziale. Per gli stessi motivi sarebbe, a maggior ragione, da escludere l’in-
tervento dei Mammiferi che costituiscono riserve di cibo, in quanto quelli che fra questi si nu-
trono di ghiande (Roditori dei generi Sciurus, Muscardinus ed Elyomis, cui appartengono rispet-
tivamente lo Scoiattolo, il Moscardino ed il Quercino) sono tutt’altro che in grado di effettua-
re trasporti a così lunga distanza.
3 Per processo selettivo non si intenderà qui un processo analogo alla selezione naturale così
come classicamente descritta, ma qualcosa dalla portata molto più limitata, in quanto non
presupporrà, a differenza di quello, la “creazione” di nuovi geni prima assenti nel patrimonio
genetico della specie - e pertanto un arricchimento di questo - ma al contrario una riduzione
di quelli già presenti nel genoma stesso, con conservazione solo di quelli codificanti caratte-
ristiche non in contrasto con la vita in un territorio come quello del Brindisino.
4 Per tutte le notizie riguardanti l’uso dei prodotti della Sughera da parte dei Romani ringra-
zio alcuni amici che hanno effettuato ricerche storiche sulla Sughera presente nel Brindisino,
ricerche che hanno permesso di avanzare l’ipotesi della prima importazione della specie nel
territorio di Brindisi ad opera dei Romani.
5 È possibile infatti che, dopo una prima resistenza degli individui senza che fosse manifesta-
to alcun segno negativo, sia avvenuto qualcosa a livello forse della capacità riproduttiva, o
forse dei semenzali. Ciò che resta oggi degli impianti del Pino marittimo a suo tempo effet-
tuati nel territorio è la presenza qua e là di pochi alberi adulti in evidente stato di deperienza.
Non è da escludere, a questo proposito, che le recenti vedute in termini di tollerabilità da par-
te del Pino marittimo nei confronti del calcare, siano legate proprio agli entusiastici commen-
ti dei selvicoltori che avevano rilevato l’iniziale buona riuscita degli impianti in provincia di
Lecce. Questi credettero infatti che l’antica attribuzione di intolleranza nei confronti dei ter-
reni calcarei potesse essere da rivedere, almeno con riferimento al territorio salentino.
Questo discorso, che per semplicità è stato considerato a proposito di un unico fattore sfa-
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vorevole, è da ripetere anche per l’altro, con le stesse modalità, ma non necessariamente con
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la stessa severità, come si cerca qui di chiarire con il discorso seguente, puramente ipotetico.
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