Page 93 - SilvaeAnno02n04-005-Editoriale-pagg.006.qxp
P. 93

Città contemporanea, ambiente e innovazione urbanistica


               realizzare in altri ambiti urbani, in sostituzione dell’offerta dell’indenni-

         FOCUS  tà di esproprio per le proprietà sottoposte a destinazioni a verde e ser-
               vizi pubblici, per la sottrazione a queste della edificabilità precedente-
               mente sancita dal Piano. 13
                  Da un altro canto l’obiettivo di un’estesa difesa dall’edificazione del
               sistema naturale (verde pubblico) ed agricolo porta, proprio in relazio-
               ne alla questione del nodo proprietà privata dei suoli e Costituzione, a
               rendere normativamente più deboli le aree destinate dal P.R.G., ad
               esempio, a verde, in quanto alla rinuncia della tradizionale rigidezza del-
               la programmazione si è sostituito l’obiettivo dell’incentivazione econo-
               mica diffusa anche in vista di interventi sinergici dell’iniziativa privata
               in quegli ambiti dai quali era tradizionalmente esclusa perché ritenuta
               incompatibile. Sono previste in questi casi normative che ammettono la
               trasformabilità dell’area su iniziativa privata per la realizzazione di at-
               trezzatura sportiva o, comunque per il tempo libero, con la contestuale
               cessione del compendio al comune e gestione privata pluridecennale.
                  In definitiva la pianificazione locale sembra orientata ad accrescere
               le forme di acquisizione gratuita di compendi areali con la conseguenza
               che crescono anche le possibilità di una progettazione pubblica della
               città più attenta ai suoi equilibri ecosistemici anche attraverso la possi-
               bilità di realizzare obiettivi di mera riqualificazione ambientale.


               La nuova Provincia
                  L’insieme di queste tecniche appare sempre più spesso inquadrato
               all’interno di un sistema territoriale per il quale il Piano territoriale di
               cooordinamento, redatto in coerenza con un’applicazione approfondi-
               ta dell’art. 57 del D.L.vo 112/98, definisce tutte le precondizioni di
               compatibilità ambientale dei Piani locali.
                  Personalmente credo nel futuro del Piano territoriale provinciale. La
               nuova Provincia nasce nel 1990 e pur subendo lo scippo parziale della
                                               14
               Pianificazione territoriale che viene attribuita “anche” alle Regioni con
               la complicità (politica) della Corte costituzionale che statuisce così che i
               livelli di pianificazione del territorio sono quattro e non tre come era
               stato da oltre cinquant’anni deciso dalla legge (inducendo anche alcuni
          Anno
               problemi di conflitto-confusione visto che qualche Regione ammette la
          II
          -
          n.
          4
          94 SILVÆ
   88   89   90   91   92   93   94   95   96   97   98