Page 167 - SilvaeAnno02n04-005-Editoriale-pagg.006.qxp
P. 167

Konrad Lorenz, un etologo ambientalista al di fuori degli schemi


               forte opposizione con la teoria comportamentista che riduceva l’agire
               degli animali al semplice prodotto della reazione a stimoli esterni. Il no-
               stro Autore sostiene che in ogni comportamento istintivo esiste un nu-
               cleo centrale di automatismo assolutamente fisso e più o meno com-
               plesso, una forma-movimento innata, cioè una sequenza comportamentale
               costante al pari di una struttura anatomica. Tale stabilità permette di
               studiare questi aspetti del vivente come le altre realtà organiche.
               Secondo l’etologo austriaco ogni istinto tende a costituire un tipo di
               tensione specifica che si accumula nel sistema nervoso centrale: se
               l’animale non può scatenare l’istinto la tensione viene imprigionata. Ciò
               dà luogo ad un abbassamento del livello di soglia degli stimoli che sca-
               tenano quella particolare attività istintiva. In alcuni casi la tensione ac-
               cumulatasi oltre misura può esplodere anche in assenza di uno stimolo.
               Tali idee furono fortemente criticate dagli ambientalisti e, partendo da
               impostazioni diverse, anche da altri autori.
                  Mentre le argomentazioni dei fautori di un meccanicistico condizio-
               namento ambientale sul comportamento dei viventi ci sembrano molto
               deboli, anzi spesso inconsistenti, riteniamo invece opportuno ricordare
               che la teoria lorenziana dell’istinto è stata criticata in modo convincente
               da uno studioso dal pensiero molto complesso e raffinato, l’etologo
               francese Remy Chauvin. Le sue osservazioni meritano un breve inciso.
               La posizione di Chauvin, a tale proposito, è differente da quelle degli
               innatisti spinti, ma anche degli ambientalisti. Lo studioso francese di-
               chiara espressamente di essere più interessato ai comportamenti com-
               plessi che ai gesti isolati, la cui sommatoria, successiva all’analisi, gli ap-
               pare riduttiva e fuorviante se non si va oltre. In un certo senso il limite
               di Lorenz sarebbe, appunto, quello di partire dall’indagine delle struttu-
               re comportamentali più semplici per poi ricostruire la complessità del-
               l’agire animale dal loro assemblaggio, cioè dalla loro somma. Lo “psi-
               chismo”, che l’etologo austriaco rifiuta, è una dimensione rilevata da
               Chauvin in moltissimi gruppi zoologici e la sua manifestazione, pur
               avendo una chiara base genetica, non gli appare deterministicamente
               dettata dai geni: infatti, studiando individui appartenenti alla stessa spe-
               cie, o lo stesso soggetto esaminato in successione nel tempo, ci mostra
          Anno
               numerosi esempi di strategie, tra loro diverse, atte a risolvere il medesimo
          II
          -
          n.
          4
         168 SILVÆ
   162   163   164   165   166   167   168   169   170   171   172