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Konrad Lorenz, un etologo ambientalista al di fuori degli schemi
cismo basato su teorie dualiste. Lorenz, al di là delle intenzioni, rivela a
questo proposito una visione abbastanza grossolana, derivante dalla sua
prospettiva neodarwiniana, declinata nel senso di un radicale casualismo
in un contesto funzionalista. Infatti in varie occasioni afferma: «l’evolu-
zione è governata dal caso», elemento creativo da cui originerebbe ogni
“novità”, su cui poi opererebbe la Selezione Naturale, secondo un con-
cetto caro al nostro Autore. Di conseguenza talora egli riduce in modo
arbitrario, e senza rendersene conto, il “giusto” all’“utile”. Così, ad
esempio, la solidarietà viene valorizzata in nome della sopravvivenza
della specie umana: la solidarietà, quindi, diventa selettivamente “van-
taggiosa” per la nostra evoluzione in quanto costituisce un elemento uti-
le nella “lotta per la vita”, cioè nel processo di competizione interspecifi-
ca e intraspecifica. La Selezione Naturale premierebbe questo carattere.
Per completezza va però aggiunto che nella maturità Lorenz ridimensio-
na il ruolo del caso nell’evoluzione, allontanandosi da Monod e avvici-
nandosi alle idee di Manfred Eigen, sostenendo che nel processo evolu-
tivo esiste fin dalle origini una direzionalità generale, mentre la casualità
agisce solo negli eventi particolari, dove avvengono folgorazioni (salti di li-
vello) che cambiano il percorso evolutivo: un quadro ben diverso da
quello darwiniano e neodarwiniano. «Per tanti anni ho creduto in un
grande e, vorrei dire, disperato pessimismo, ho creduto in quel che cre-
de Jacques Monod, vale a dire che ciò che è all’opera è il puro caso. Ma
questo non è vero, non è vero neppure per i processi molecolari. […]
Eigen […] dice: già a livello molecolare ha luogo qualcosa che ha in sé
un singolare senso direzionale. Si va generalmente verso “l’alto”, ma nei
particolari tutto è condizionato dal caso. Che improvvisamente un
mammifero ridiventi un acquatico, un cetaceo o un delfino, che dunque
il corso venga cambiato ad angolo acuto, non si può né predire né pre-
vedere. Ma in questo è nascosta la libertà. […] per me il vero momento
della libertà sta nella indeterminatezza». 9
È quindi impossibile predire il futuro, che è aperto: per Lorenz
«Niente è già stato, e tutto è possibile». Si tratta ormai di un’idea del pro- 4
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cesso evolutivo molto diversa dalla banalità di certe sue affermazioni n.
precedenti, anche perché l’etologo austriaco integra il suo pensiero in - II
questo settore incorporando la teoria degli strati di Nicolai Hartmann:
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