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Konrad Lorenz, un etologo ambientalista al di fuori degli schemi


            difendeva la legittimità della caccia e della sperimentazione animale in
            campo farmaceutico, naturalmente controllata per evitare inutili soffe-
            renze alle bestiole usate come cavie. Accanto alla forte e convincente
            critica lorenziana alla tecnomorfizzazione planetaria e allo sfruttamen-
            to economicistico della natura, vanno poste sia la difesa dell’energia so-
            lare contro il mito faustiano del nucleare, sia il rifiuto dell’aborto in
            quanto pratica antiumana. Si impegnò anche con iniziative “concrete”
            in difesa dell’ambiente e partecipò alla redazione del manifesto del
            “Gruppo ecologico”, intervenendo in numerose occasioni a trasmis-
            sioni radiofoniche e televisive. Il suo impegno in età avanzata era co-
            munque lo sviluppo coerente di quella che riteneva la sua missione già
            agli inizi della carriera. Così aveva scritto: «Io mi sento molto seriamen-
            te impegnato a risvegliare in quanti più uomini è possibile una profon-
            da comprensione e venerazione per le meraviglie della natura» ; e anco-
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            ra: «Gli animali ci aiutano a ristabilire quell’immediato contatto con la
            sapiente realtà della natura che è andato perduto per l’uomo civilizza-
            to», ossessionato dai ritmi di lavoro frenetici e innaturali propri alla
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            nostra società dei consumi, dominata da un attivismo luciferino. Era
            molto critico verso certe teorie che già da tempo vedevano nella tecno-
            logia la soluzione di ogni problema umano e che quindi situavano l’uo-
            mo in un futuro utopico, un eden felice di tipo tecnocratico, che a parere
            di Lorenz sarebbe stato, invece, molto più simile a un incubo a causa
            della sua incompatibilità con la natura umana.
               Si oppose anche allo strapotere delle multinazionali, per le quali la
            tecnocrazia risultava assai funzionale, in quanto eliminava, ritenendole
            di fatto inutili, le dimensioni della politica e dell’etica, cioè della sovra-
            nità e dei valori, che costituiscono dei freni e dei limiti all’agire pura-
            mente utilitaristico proprio ai vari attori appartenenti alla sfera del
            Mercato. «Noi, sedicenti uomini liberi della società occidentale, non ci
            rendiamo neanche più conto sino a qual punto siamo manipolati dagli
            interessi commerciali della grande industria». Sotto molti aspetti fu un
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            critico ante litteram del mondialismo già diversi decenni addietro. In de-   4
            finitiva secondo Lorenz alcuni aspetti della modernità presentano un         n.
            comune denominatore negativo, cioè una pericolosa valenza distruttiva,       -  II
            fortemente antiumana: per tale motivo egli li criticava, senza per questo
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