Page 163 - SilvaeAnno02n04-005-Editoriale-pagg.006.qxp
P. 163

Konrad Lorenz, un etologo ambientalista al di fuori degli schemi


               non soltanto da una solida razionalità e da una attitudine metodica nel-
               l’indagare la realtà, ma anche da una possente forza intuitiva, da una
               profonda capacità di “sentire” la trama sottile che sta alla base dei feno-
               meni studiati. Non si tratta di elaborazioni mentali arbitrarie, frutto di
               una sfrenata fantasia, ma di un approccio dotato di una sua coerenza.
               Così in luogo del classico pensiero causale, lineare e unidirezionale, ti-
               pico della razionalità analitica e riduzionista (certo utilissima, ma insuf-
               ficiente), diventano centrali la struttura analogica e i processi multidire-
               zionali, di rete, a più dimensioni, in una cornice olista e sistemica, spes-
               so accompagnata da un legame empatico dello scienziato con la natura,
               dove viene superato il rigido rapporto separativo tra Soggetto e
               Oggetto. In questi casi entra in gioco un’intelligenza di tipo “emotivo”,
               che stimola nel ricercatore, nello scienziato, un approccio al mondo di
               tipo “partecipativo”, necessario per “vedere” i fenomeni in modo più
               profondo e globale.
                  Tutto ciò si percepisce quando si seguono gli itinerari di ricerca e si
               affronta il nucleo profondo del pensiero di studiosi come Einstein e
               Schrödinger, Bhom e Penrose, Portmann e Uexküll, Grassé e Chauvin,
               per citarne alcuni. Talora si potrebbe riconoscere in loro quasi una in-
               tuizione artistica, una sensibilità di tipo goethiano, che li differenzia
               dalle figure dello scienziato metodico e razionalista, incapace di deli-
               neare grandi scenari innovatori, di operare rotture di livello, andando
               oltre l’orizzonte di ciò che è già noto nella sua essenza. Sono casi in cui
               la separazione radicale tra scienza e arte, che sta a fondamento del pen-
               siero moderno, appare in tutta la sua contingenza e limitatezza.
                  Alla categoria di scienziati-artisti fa parte anche, seppur in modo ta-
               lora contraddittorio e discontinuo, il noto etologo Konrad Lorenz
               (Vienna 1903 - Altenberg 1989). Nel suo pensiero possiamo ritrovare la
               meticolosità analitica e un po’ pedante dello scienziato positivista alter-
               nata a una forte capacità di porsi in un rapporto empatico con i sogget-
               ti studiati e con l’ambiente, visti in una prospettiva talora analitica e ri-
               duzionista, talora invece olista e globale. Lorenz non si rese conto della
               compresenza, a volte caotica e contraddittoria, di tali aspetti all’interno
               del suo approccio scientifico alla realtà naturale, aspetti che non riuscì
          Anno
               mai ad armonizzare proprio perché la sua razionalità da scienziato clas-
          II
          -
          n.
          4
         164 SILVÆ
   158   159   160   161   162   163   164   165   166   167   168