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La ferrovia decauville nella Foresta Umbra


            dall’erba e dal fogliame caduto sulla linea, la riparazione degli scambi,
            dei carrelli e dei locomotori. Procura inoltra qualche preoccupazione
            connessa ai furti: non raramente, infatti, le rotaie venivano asportate
            (bastava schiodarle!) per essere poi utilmente adoperate quali ottime
            travi dei solai nelle costruzioni edili.
               Nel 1945, dopo la guerra ed il relativo periodo di irrazionale sfrutta-
            mento della Foresta da parte degli Alleati (che requisirono la segheria
































              Una sbiadita immagine, risalente agli anni ’50, ripresa durante le operazioni di carico
                dei carrelli. È ben distinguibile il locomotore Montania mod. RL 1A, da 12 Hp
                                    (foto Archivio UTB Umbra)


            Mandrione e tutta la rete ferroviaria), viene disposta la esatta misura-
            zione dell’intera linea e l’inventario di tutto il materiale ferroviario: si
            contano 7 locomotori, di cui 3 da 24 CV e 4 da 12 CV, nonché 54 car-
            relli in magazzino, di cui 37 con freno a bastone e 17 con freno a vite.
            Altri 16 carrelli sono sparsi nel bosco. Tra lo scambio di Caritate, al li-  4
            mite inferiore della Foresta, e la piana del Mandrione, comprese le linee    n.
            interne alla segheria, si misurano 6,192 chilometri. Da Caritate allo        -  II
            scambio della Dispensa, a 600 metri di quota, ci sono altri 6,636 chilo-
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