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Konrad Lorenz, un etologo ambientalista al di fuori degli schemi


            sico, quasi ottocentesco in certi momenti, gli impediva di percepire la
            presenza di elementi di “disturbo”, che invece costituiscono - a parer di
            chi scrive - gli aspetti più fecondi e interessanti del suo pensiero.
            Proprio a questo Lorenz “nascosto”, debitore di studiosi come il gran-
            de fisiologo ed etologo Jakob von Uexküll, dobbiamo le sue pagine più
            belle sul mondo animale (si pensi allo splendido L’anello di Re Salomone),
            laddove, cioè, il pedante etologo darwinista si “distrae” e lascia emerge-
            re il suo “doppio” che sa parlare e capire gli animali, che sa sentire la
            trama nascosta della realtà dove si intrecciano comportamenti innati e
            condizionamenti ambientali, automatismi meccanici, prefissati, e pro-
            cessi “intelligenti”, autonomi. Così sullo sfondo di una natura frutto di
            cieche forze meccaniche, dominate da un onnipotente Caso, a volte
            percepiamo un mondo diverso, dove esiste una armonia, che, ben di-
            versa dall’ordine efficientista dell’uomo, è da intendersi come equilibrio
            complessivo delle varie realtà integrate e della totalità naturale. Non si
            tratta di un semplice epifenomeno, frutto di eventi fortuiti, ma di una
            costante e di una caratteristica dei viventi e del loro rapporto con l’am-
            biente. Risulta singolare (e rivelatore di un certo conflitto irrisolto, in-
            terno al suo pensiero) lo sforzo di Lorenz nel ridimensionare ogni pos-
            sibile quadro alternativo a quello consentito dalla vulgata darwinista,
            quadro che pur emerge da certe sue descrizioni del comportamento
            animale. Ad esempio così scrive in Evoluzione e modificazione del comporta-
            mento: «La cosa più sorprendente […] è che, nella maggioranza dei casi,
            l’apprendimento incrementa effettivamente il valore di sopravvivenza
            dei meccanismi di comportamento che modifica» ma, nonostante que-
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            sto fatto, per Lorenz credere a una sinergia tra meccanismi innati del
            comportamento e apprendimento «implica, né più né meno, credere in
            un’armonia prestabilita tra organismo e ambiente», ossia in un rappor-
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            to contrappuntistico tra soggetti naturali, idea che rifiutava del tutto, in
            contrasto col suo maestro Jakob von Uexküll. Ma la profondità di que-
            sta doppia anima si rivela con potenza nei momenti in cui comunicava
            più intensamente le sue conoscenze. Come ha scritto Gregory Bateson,         4
            «esistono ancora alcuni totemisti praticanti, perfino tra i biologi profes-  n.
            sionisti. Seguire una lezione del professor Konrad Lorenz significa sco-     -  II
            prire che cosa facevano i cavernicoli dell’Aurignaciano quando dipinge-
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