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Casistica e punibilità nei reati d’incendio
ricamente di scarsa entità; che quelle colpose (cioè dovute ad impru-
denza, imperizia, negligenza, ecc.) sono più numerose e che quelle
dolose (cioè riferibili a concreta volontà di produrre eventi antigiuridi-
ci) hanno una consistenza quantitativa più rilevante.
I precitati reati (reati che, oltre a creare situazioni di emergenza e
pericoli per l’incolumità pubblica, possono avere effetti devastanti per
l’ambiente e, in alcuni casi, anche per le zone protette) vengono in
genere commessi per ricerca di profitti, vendetta, ritorsioni, protesta
verso la Pubblica Amministrazione e piromania (malattia che, come
viene affermato in psichiatria, consiste in un disturbo del controllo
degli impulsi, spesso associato ad insicurezza, frustrazione e altri fatto-
ri caratteriali).
Ad integrazione di quanto esposto circa le cause degli incendi, è da rile-
vare che molti dei citati eventi sono dovuti a cause dubbie, cioè a cause
non chiaramente inquadrabili in una delle categorie suindicate e che, quin-
di, una parte di esse va certamente correlata ad azioni delittuose.
Deve inoltre notarsi che i comportamenti umani (considerati nel loro
complesso, cioè senza distinguerli a seconda che siano dolosi o colposi)
costituiscono la causa di gran lunga più rilevante degli incendi.
Per quanto concerne le funzioni del C.F.S., vanno anche ricordate le
attività di informazione e sensibilizzazione volte a valorizzare il patrimo-
nio boschivo e a diffondere la conoscenza dei problemi ambientali; il
ricorso a sperimentazione di sempre nuovi e più efficienti mezzi di rile-
vazione e di interventi; la predisposizione e il miglioramento di mezzi e
strutture per prevenire e, se del caso, reprimere i reati ambientali
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