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Tecniche molecolari/Analisi genetica

           L’uso  di  marcatori  molecolari,  sviluppati  sul  DNA  nucleare  o  cloroplastico,
           permette di migliorare l’identificazione di specie legnose, anche a livello di taxa
           ibridi (Doyle & Doyle 1988; Harris & Ingram 1992). È necessario che le analisi
           molecolari si sviluppino sull’uso di marcatori molecolari indicati in letteratura o,
           se necessari, sviluppati al momento dell’analisi. L’analisi genetica comprende tre
           percorsi  principali,  che  possono  essere  presi  in  considerazione  per  la
           determinazione della specie e della provenienza dei legnami: barcoding, genetica
           di popolazione, fingerprinting.

           -La tecnica del DNA barcoding è un sistema proposto da Hebert et al. (2003 a
           Hebert P.D.N., Cywinska A. Ball S.L., deWaard J.R.) che vuole classificare le specie
           attraverso l’uso di una corta e ben definita sequenza di DNA denominata “DNA
           barcode” intendendo letteralmente un codice a barre genetico, proponendosi
           come un’estensione della tassonomia classica e consentendo di caratterizzare
           una  specie  vivente    e  di  differenziarla  anche  da  un’altra  molto  simile  (la
           variazione  di  regioni  genetiche  all’interno  di  una  sequenza  consente  di
           identificare un genere o specie da un campione di legno).

           -Genetica di popolazione e approcci filogeografici: le differenze di una struttura
           genetica  spaziale  all’interno  di  una  popolazione  naturale  consentono  di
           determinare  la  provenienza  geografica  di  un  individuo  (tramite  mappe
           genografiche) e/o se si tratta di un ibrido.

           -Fingerprinting:    marcatori    genetici    che    variano  tra    individui,  ma  che    si
           differenziano poco a livello di popolazione (consente di verificare l’integrità di
           una CoC - catena di custodia). Il primo obiettivo derivante dall’utilizzo di queste
           metodologie  è  trovare  un  protocollo  standard  semplice  ed  efficiente  per
           l’estrazione  di  DNA  dal  legno.  In  letteratura  sono  riportati  diversi  metodi
           (Degouilloux at al., 2002; Reynolds and Williams, 2004; Asif and Cannon, 2005;
           Rachmanty  et  al.,  2006),  in  quanto  le  principali  modificazioni  dei  metodi  di
           estrazione, rispetto al materiale fresco quale foglie, aghi o gemme, riguardano
           una  accurata  frammentazione  del  legno  e  l’utilizzo  di  sostanze  chimiche  che
           facciano precipitare i composti fenolici presenti in alte quantità nelle cellule dei
           tessuti legnosi.

           Progetti dei Carabinieri Forestale CITES in campo internazionale
           Nel 2020 il Raggruppamento Carabinieri Cites di Roma  e Ufficio Studi e  Progetti




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