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Il  taglio  indiscriminato
           delle  foreste  primarie  e
           dei  boschi  in  genere,
           nonché  il  conseguente
           commercio  illegale  del
           legname (illegal logging)
           si prospetta sempre piu’
           come     la    principale
           emergenza  a  carico  dei
           popolamenti forestali soprattutto in alcune aree del pianeta. Peraltro è ormai
           dimostrato, come indicato nei numerosi comunicati e rapporti pubblicati dalla
           Commissione Europea in merito al “Piano d'azione dell'Unione europea a favore
           delle  foreste”  di  luglio  2019,  che  esso  incide  direttamente  sui  mutamenti
           climatici  a  livello  globale.  Secondo  stime  recenti  –  Report  Foreste  2022
           LegaAmbiente-  il 31% della superficie terrestre è ricoperta da foreste, circa 4,06
           miliardi di ettari. Solo il 18% delle foreste del mondo si trova su terreni protetti
           dalla deforestazione. Negli ultimi decenni il progressivo depauperamento della
           copertura  forestale  ha  interessato  complessivamente  420  milioni  di  ettari  di
           foresta,  mediamente  14  mil./anno,  con  punte  di  15,5  mil./anno  nel  periodo
           1990-2010. Tali valutazioni, scarne ma significative, possono fornire un’idea del
           fenomeno  cui  da  troppo  tempo  si  sta  assistendo  a  livello  globale.  I  profitti
           derivanti dal traffico illegale sono pari a quelli del traffico delle armi e della droga,
           stimati da Interpol in oltre 100 milioni di dollari. Con le notevoli approssimazioni
           del  caso,  si  può  comunque  ipotizzare  che  le  attività  illegali  possano
           rappresentare tra il 30% ed il 90% delle complessive esportazioni di legname,
           proveniente soprattutto dalle aree tropicali. A titolo di esempio, secondo ENACT
           (sito dedicato all’Africa- Enhancing Africa’s response to transnational organised
           crime), va considerato che la sola Uganda perde ogni anno 9,8 milioni di dollari a
           causa dei mancati tributi derivanti dai prelievi legnosi illegali. Inoltre, secondo il
           portale Conserve Energy Future, il commercio illegale riduce il prezzo del legno
           dal 7 al 16%, causando una perdita di 15 miliardi di dollari l’anno a livello globale.
           Sono le foreste tropicali e le specie di fauna presenti con i loro habitat ad essere
           maggiormente minacciate a causa del pesante sfruttamento commerciale che
           origina la distruzione della copertura forestale per far posto alle attività agricole
           ma anche ad altre attività come quella estrattiva. Nonostante l’impegno di alcuni
           Paesi  più  sensibili  alle  tematiche  ambientali,  risulta  oggi  molto  difficile  il
           contrasto  alle  attività di illegal  logging, a  causa  di  strumenti di indagine  poco




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